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lunedì, Settembre 7, 2026
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Pannelli solari per combattere la siccità e mitigarne gli effetti

moduli fotovoltaici contro siccità
Foto di Zsuzsa Bóka da Pixabay

Peter Karam, COO di BNZ, produttore indipendente di energia (IPP) che sviluppa, costruisce e gestisce progetti solari fotovoltaici, spiega il potenziale dei pannelli solari per far fronte all’attuale situazione di siccità nell’Europa meridionale.

La mancanza di precipitazioni e le temperature insolitamente elevate della prima metà della primavera 2023 hanno destato preoccupazione nell’Europa meridionale. La peggiore siccità degli ultimi sette decenni si è abbattuta anche in Italia nell’estate del 2022, quando il Po, che irriga circa un terzo della produzione agricola nazionale, ha registrato un grave deficit idrico. Questi eventi meteorologici estremi evidenziano la necessità di affrontare questo problema e di adottare misure per mitigarne gli effetti sull’agricoltura, sull’approvvigionamento idrico e sull’ambiente in generale. In questo senso, gli impianti solari fotovoltaici possono essere di grande aiuto per migliorare la gestione delle acque sotterranee e contribuire alla prevenzione della siccità.

Conservazione delle risorse idriche e riduzione dell’evaporazione

La conservazione dell’acqua è un tema cruciale al giorno d’oggi, soprattutto a causa della crescente domanda e della scarsità di questa risorsa vitale.  Gli impianti solari rappresentano una soluzione promettente, in quanto sfruttano l’energia del sole e non richiedono acqua per il loro funzionamento, a differenza delle centrali termiche o idroelettriche.

L’installazione di pannelli solari può anche contribuire a ridurre l’evaporazione del suolo dal momento che coprono parte del terreno e forniscono ombra, aiutando a ridurre l’esposizione diretta del terreno alle radiazioni solari e al vento a beneficio diretto delle piante e delle colture. Inoltre, riducendo l’evaporazione, si prevengono gli incendi dovuti alla siccità, specialmente nelle regioni aride o caratterizzate da una scarsità di acqua. 

Gestione dell’acqua e ricarica delle falde acquifere

L’installazione di impianti solari può svolgere un ruolo importante nella riduzione dei deflussi e nella ricarica delle falde acquifere, attraverso:

  1. Infrastrutture verdi: gli impianti solari spesso includono aree di terreno libero che possono essere progettate e gestite come infrastrutture verdi, prevedendo la piantumazione di alberi, arbusti e altre piante che hanno un apparato radicale che aiuta a rompere la compattazione del suolo e ad aumentare la sua capacità di trattenere l’acqua.
  • Gestione delle acque piovane: gli impianti solari possono implementare sistemi di gestione dell’acqua piovana attraverso la costruzione di fosse di infiltrazione, bacini di ritenzione o sistemi di drenaggio sostenibili per immagazzinare la risorsa o reindirizzarla in aree in cui può infiltrarsi nel terreno. 
  • Pavimenti permeabili: le aree intorno agli impianti solari possono essere rivestite con materiali permeabili che permettono all’acqua piovana di penetrare al loro interno e di raggiungere il terreno sottostante.
  • Conservazione del suolo: l’erosione del suolo è un’importante causa di drenaggio. La semina di colture di copertura o l’applicazione di tecniche di lavorazione minima, consente di ridurre l’erosione e di favorire una maggiore infiltrazione dell’acqua nel terreno.
  • Progettazione idrologica appropriata: quando si pianifica la costruzione di impianti solari, è importante considerare la situazione idrologica del sito. Considerando questo fattore, è possibile prendere decisioni progettuali che massimizzano l’infiltrazione dell’acqua nel terreno e riducono al minimo il deflusso.
  • Migliora la qualità dell’acqua: Le centrali elettriche tradizionali spesso scaricano acqua calda nei corpi idrici, causando inquinamento termico. I pannelli solari non generano tale problematica, mantenendo così la qualità dell’acqua di fiumi, laghi e bacini idrici e favorendo la salute degli ecosistemi.

I pannelli solari forniscono inoltre una fonte di energia rinnovabile che può alimentare impianti di trattamento delle acque e impianti di desalinizzazione. Ciò riduce la dipendenza dalle fonti energetiche convenzionali e aiuta a garantire la disponibilità di acqua pulita durante i periodi non piovosi.

Gestione del territorio e duplice uso

I parchi solari agricoli possono essere progettati per incorporare pratiche di gestione della vegetazione che favoriscono la salute del suolo e la ritenzione idrica attraverso la piantumazione di erbe autoctone o altra vegetazione sotto o intorno ai pannelli solari. 

In questo senso, la riduzione dell’evaporazione e la moderazione delle temperature possono creare un microclima più favorevole per le colture, comportando un conseguente miglioramento dell’efficienza nell’uso dell’acqua e una riduzione delle esigenze di irrigazione.

Mitigazione della siccità e resilienza climatica

Gli impianti solari sono anche compatibili con l’acqua piovana, in quanto possono ottimizzarne l’efficienza energetica, dato che la pioggia raffredda e pulisce i pannelli. In questo modo, è possibile risparmiare fino al 12% della produzione di energia riducendo la necessità di acqua per la manutenzione, attraverso metodi di pulizia alternativi. 

Fotovoltaico, un asset a lungo termine per una risposta sostenibile alla crisi idrica 

L’installazione di pannelli solari si sta rivelando essere un’alternativa per affrontare l’attuale crisi idrica che coinvolge l’Europa meridionale. Qui i bacini idrici hanno registrato una leggera diminuzione del loro volume di stoccaggio. Per questo motivo, non solo è fondamentale implementare sistemi che contribuiscano a ridurre l’evaporazione del suolo o la raccolta dell’acqua piovana, ma anche promuovere altre fonti energetiche rinnovabili come l’energia fotovoltaica, il cui potenziale non dipende esclusivamente dalle risorse idriche.

Renera Energy e Eku Energy: oltre 1 GW di progetti di stoccaggio con batterie in Italia

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Credit: Renera Energy Group

Il gruppo europeo di consulenza, commercio e sviluppo, Renera Energy, ha stretto una partnership con Eku Energy, uno dei principali sviluppatori di soluzioni di accumulo di energia.

Attraverso un accordo quadro del 28 giugno 2023, Eku Energy si è assicurata l’esclusiva 1GW di progetti di accumulo a batteria in Italia. Come parte dell’accordo, Eku Energy sta già finanziando progetti con una capacità combinata in superano i 100 MW nel Sud Italia, regione con alti livelli di penetrazione rinnovabile e una rete sempre più congestionata.

L’Italia punta a generare il 65% della sua elettricità da fonti energetiche rinnovabili entro il 2030, data entro la quale
si prevede che sarà il terzo più grande mercato di stoccaggio di energia in Europa.
Lars Konersmann, Amministratore Delegato Renera Energy Italia, ha commentato: “Al fine di attuare la normativa europea per la transizione energetica il più velocemente possibile, siamo entusiasti di collaborare con Eku Energy per creare e sviluppare progetti di forte impatto. Lo stoccaggio a batteria è il complemento perfetto per la produzione dell’energia rinnovabile. Combinandolo con il nostro portafoglio di Solar Power Plant stiamo muovendo in Italia un passo importante sulla strada di un approvvigionamento energetico completamente rinnovabile”.

Sandra Grauers Nilsson, CEO di Eku Energy ha commentato: “L’Italia è un mercato chiave per Eku Energy poiché vogliamo continuare la nostra espansione globale e siamo entusiasti di aver collaborato con Renera Energy per aiutarci a soddisfare una parte delle crescenti esigenze del paese per lo stoccaggio di energia. Combinando la nostra profonda esperienza globale nel settore dell’energia mercati con la conoscenza locale specialistica di Renera forniremo energia sicura, protetta e affidabile soluzioni di stoccaggio che promuovono la transizione verso l’energia pulita dell’Italia”.

Renera Energy è recentemente emersa come importante realtà, nata dalla società di consulenza con sede in Svizzera Energie Zukunft Schweiz AG, e si è allargata con le sue filiali in Germania, Spagna, Romania e Italia. Ora, insieme, sono un forte gruppo europeo di aziende che sta portando avanti con successo la transizione energetica sul continente. Alla fine dello scorso anno, Renera Energy era già riuscita a chiudere con successo un analoga partnership in Italia per lo sviluppo di un portafoglio fotovoltaico da 375 MW.

Eku Energy è stata inizialmente fondata dal Green Investment Group di Macquarie e ora è di proprietà di un fondo gestito da Macquarie Asset Management e British Columbia Investment Società di Gestione (BCI). L’azienda sta lavorando lungo l’intero ciclo di vita del progetto per sviluppare, costruire e gestire asset di stoccaggio dell’energia che facilitino la fornitura di prodotti sicuri, protetti e affidabili per energia pulita. La sua pipeline comprende 1,2 GWh di progetti di accumulo di batterie in consegna a livello globale”.

Come sottolinea Paolo Sereni, COO di Renera Energy Italy, questa partnership sblocca il vero potenziale della transizione energetica integrando finalmente accumulo di energia, rete e fonti rinnovabili in un sistema scalabile, utile come soluzione per combattere il cambiamento climatico. Lui e il suo team non vedono l’ora di lavorare con Eku Energy e tutte le parti interessate coinvolte per guidare lo sviluppo di questo portafoglio completo di sistemi di accumulo a batteria nei prossimi anni.

la mappa l’agrivoltaico italiano da ENEA

mappa agrivoltaico

ENEA ha realizzato una mappa del potenziale agrivoltaico nazionale su scala regionale in grado di supportare le PA nella pianificazione dello sviluppo del settore.

(Comunicato Stampa) Elaborata da un team di ricercatori del Centro Ricerche ENEA di Portici su criteri di minimizzazione dell’uso del suolo e ottimizzazione della produzione energetica e agricola, la mappa è ora in fase di validazione e in futuro potrà essere accessibile online.

La sua realizzazione nasce nell’ambito della task force AgrivoltaicoSostenibile@ENEA e dell’Associazione Italiana Agrivoltaico Sostenibile (AIAS), presieduta da ENEA, che conta già 85 soci e supporta lo sviluppo dell’agrivoltaico attraverso progetti, tecnologie innovative, protocolli di certificazione e percorsi di formazione.

“Il potenziale dell’agrivoltaico nel contesto nazionale è solitamente valutato sulla base delle caratteristiche topografiche e dell’estensione delle aree agricole disponibili”, spiega Grazia Fattoruso del Laboratorio ENEA di Sviluppo applicazioni digitali fotovoltaiche e sensoristiche del Centro ricerche di Portici. “La metodologia messo a punto nel nostro laboratorio di Geomatica considera sia i diversi fattori che possono influenzare il potenziale solare fotovoltaico di una determinata area, come quelli geofisici, tecnici ed ambientali, sia i fattori che possono condizionare la resa agricola, come le classi di uso suolo[1], la capacità d’uso dei suoli[2] e il deficit idrico”.

I criteri utilizzati per l’elaborazione della mappa del potenziale agrivoltaico sono stati selezionati sulla base dei risultati delle interviste effettuate a un team di esperti, scienziati, ricercatori e a soggetti portatori di diversi interessi come progettisti, sviluppatori e decisori in ambito energetico e agricolo.

A partire dalla mappa e grazie all’interazione con gli stakeholder di AIAS, sono stati elaborati indicatori del potenziale agrivoltaico a livello regionale e nazionale. Inoltre, è in fase di sviluppo l’elaborazione e integrazione di indicatori relativi a caratteristiche qualitative e quantitative del paesaggio per un connubio armonioso tra i sistemi agrivoltaici e i paesaggi in cui saranno inseriti.

AIAS conta 85 soci tra istituzioni, associazioni di categoria e imprese del settore, distribuiti in base a 5 priorità strategiche: soluzioni tecnologiche; energia; agroalimentare; ricerca, istruzione e consulenza; finanza, tutela legale e amministrativa. Il suo compito è di fornire un contributo alla transizione energetica supportando il settore agricolo nella sfida della neutralità climatica, producendo “di più con meno”. L’agrivoltaico inoltre consente agli operatori agricoli di trovare nuove risorse, accedere alle migliori tecnologie e a nuove pratiche di progettazione, in un Paese come l’Italia con colture e produzioni agricole di alta qualità.

Tra gli strumenti messi in campo per il raggiungimento degli obiettivi vi è anche l’istituzione e il coordinamento di 6 commissioni, veri e propri tavoli di lavoro permanenti, qualificati e interdisciplinari, per supportare gli organi preposti all’implementazione dell’agrivoltaico sulle seguenti tematiche: certificazione agrivoltaico sostenibile; normativa e attuazione; formazione; tecnologie dell’energia e dell’agricoltura; settore internazionale; paesaggio. Tra le attività delle commissioni, lo scambio di informazioni e buone pratiche, la collaborazione a sperimentazioni per dare risposte a domande comuni di ricerca, la creazione di iniziative speciali, di documenti e linee guida e l’organizzazione di eventi per la condivisione dei lavori svolti. Altro obiettivo strategico di AIAS è la formazione, come esigenza cruciale per l’agrivoltaico sostenibile, un “campo ibrido” formato da due mondi distanti, quello energetico e quello agricolo, dove emerge la necessità di identificare specifiche esigenze formative e nuove figure professionali.

“È fondamentale sottolineare come la formazione sia cruciale per l’intero sistema agricolo, che negli ultimi anni è investito da cambiamenti che necessitano di innovazione”, evidenzia Alessandra Scognamiglio, ricercatrice ENEA del Laboratorio Dispositivi innovativi presso il Centro ricerche di Portici e presidente di AIAS. “In questo contesto – aggiunge – l’agrivoltaico sostenibile si pone come un ‘aggregatore’ in grado di mettere a sistema le innovazioni partendo dalle esigenze espresse dagli operatori coinvolti. L’ambizione è quella di compiere una sintesi di conoscenze che possa tradursi in percorsi formativi specifici a supporto dell’implementazione di sistemi agrivoltaici sostenibili dove la bellezza del paesaggio si coniuga con la generazione di energia e di cibo”


Note

[1] Carta della copertura e uso suolo – Corine Land Cover https://land.copernicus.eu/pan-european/corine-land-cover

[2] Carta della capacità d’uso dei suoli: i suoli sono raggruppati in base alla loro capacità di produrre colture agricole, foraggi o legname senza subire un degrado, ossia di conservare il loro livello di qualità   (cfr. per esempio la Carta della Regione Lazio https://geoportale.regione.lazio.it/layers/geosdiownr:geonode:arsial_lcc_250K_suoli_lazio)

Fabbriche fotovoltaiche, la Germania inizia un percorso ambizioso

fabbrica fotovoltaico
Foto di IntelligentVisualDesing da Pixabay

Il governo tedesco in procinto di emettere sussidi per gli investimenti: obiettivo una capacità industriale fotovoltaica di almeno 10 GW

Sta crescendo la domanda di fotovoltaico in Germania e il Governo intende sostenerla sempre di più con la produzione nazionale. E così, approfittando del nuovo Temporary Crisis and Transition Framework europeo e Berlino ha avviato una procedura di manifestazione di interesse dedicata alla creazione di nuove fabbriche fotovoltaiche nel Paese. L’iniziativa, lanciata in questi giorni dal Ministero federale dell’economia e della protezione del clima, è rivolta ad aziende che producono moduli solari o componenti chiave dei pannelli, ma anche a quelle realtà che estraggono, trasformano o riciclano le materie prime necessarie per il comparto.

“Abbiamo bisogno delle nostre capacità di produzione in Germania e in Europa per le tecnologie di transizione ecologica”, ha commentato il ministro Robert Habeck“Non si tratta solo di una questione economica, ma anche di sicurezza. Il nuovo quadro di sovvenzioni dell’UE offre opportunità in tal senso e vogliamo trarne vantaggio. Iniziamo con il fotovoltaico per sostenere la nostra industria nella creazione di una produzione manifatturiera fotovoltaica permanente in Germania, sostenendo finanziariamente i progetti dei fari. Questo non solo rafforzerà la nostra sovranità tecnologica, ma anche la nostra sovranità politico-energetica”.

Nuovi incentivi per le fabbriche fotovoltaiche in Germania

 L’idea del Ministero è concedere ai progetti di punta, soprattutto nelle regioni strutturalmente deboli, sovvenzioni secondo la cosiddetta “clausola di corrispondenza“, ossia elargendo lo stesso importo che riceverebbe un progetto di investimento equivalente in un paese terzo in modo dimostrabile. Ciò ha lo scopo di prevenire distorsioni della concorrenza mantenendo il paese attraente per gli investitori e gli sviluppatori. Con l’obiettivo ultimo di realizzare nuove fabbriche fotovoltaiche con capacità produttiva totale di 10 GW che possano contare su una catena del valore il più possibile chiusa (dal silicio ai pannelli finiti)

I progetti dovranno soddisfare criteri specifici, tra cui una capacità di produzione annua minima di 2 GW, un’efficienza del modulo superiore al 24%, un degrado annuo inferiore allo 0,2% e un’impronta di CO2 totale inferiore a 18g di CO2 per kWh (dato relativo al ciclo di vita). Non solo. Le future fabbriche fotovoltaiche della Germania dovranno ridurre l’uso di piombo e di bismuto, eliminare gli ossidi di azoto e qualsiasi PFAS.

Articolo tratto da Rinnovabili.it

6 milioni di euro dal Molise: avviate azioni preliminari per produzione di idrogeno

idrogeno
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La Società molisana ha avviato le attività propedeutiche all’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio dell’impianto fotovoltaico destinato ad alimentare, a sua volta, l’impianto per la produzione di idrogeno. L’impianto sarà in grado di produrre 150 tonnellate di idrogeno l’anno a partire dal 2025 e verrà realizzato nella sede dell’ex Ittierre.  

RES S.p.A. (EGM: RES), Società che opera da oltre 30 anni nel settore della Circular Economy e della sostenibilità ambientale, ha avviato le attività propedeutiche alle autorizzazioni per la costruzione e l’esercizio dell’impianto fotovoltaico destinato ad alimentare la produzione di idrogeno verde.

La Società si è aggiudicata un finanziamento di circa 6 milioni di euro della Regione Molise per la realizzazione dell’impianto denominato RES-H2 e finanziato nell’ambito dell’attuazione del piano Next Generation EU – PNRR missione 2 Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica.

La costruzione degli impianti è prevista nella sede dell’ex Ittiere di Pettoranello del Molise e sarà in grado di produrre 150 tonnellate di idrogeno l’anno, a partire dal 2025.

La Società ha aderito al progetto nazionale per la costituzione della cosiddetta Hydrogen Valley e, grazie alle risorse che si è aggiudicata, realizzerà un impianto fotovoltaico da 1,95 megawatt, un impianto di produzione di energia mediante gassificazione delle frazioni biologiche di trattamento, un elettrolizzatore della potenza di 1 megawatt. A partire dal 2025 l’impianto sarà in grado di produrre circa 150 tonnellate di idrogeno all’anno, prodotto esclusivamente mediante l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, e destinato ad alimentare la flotta di mezzi per la raccolta dei rifiuti di Smaltimenti Sud, società del Gruppo Valerio.

L’intervento, inoltre, ricade nella ZES (Zona Economica Speciale) Adriatica interregionale Puglia-Molise e -come tale- beneficia di una fiscalità di vantaggio e di un articolato sistema di semplificazioni amministrative.

Antonio Lucio ValerioCEO di RES S.p.a., ha dichiarato«Nel percorso che l’Europa ha intrapreso verso la neutralità climatica, è essenziale il rinnovo dell’intera filiera energetica e la creazione di un sistema energetico totalmente integrato. Noi di RES non ci sottraiamo a questa sfida e abbiamo individuato nel nostro territorio di riferimento un’iniziativa che sarà alla base anche della riconversione dei sistemi di trasporto e logistica legati ai rifiuti, indissolubilmente connessi al trasporto su gomma, ma che necessitano di un cambio di paradigma per rendere nei fatti sostenibile l’intera catena del valore del recupero dei rifiuti e in linea con i principi dell’economia circolare».

Il progetto ha una triplice valenza: in primis rafforzare la posizione di azienda leader nell’innovazione del sistema integrato di recupero dei rifiuti e di produzione di energia attraverso la produzione di un combustibile innovativo e in linea con gli indirizzi della transizione energetica. In secondo luogo, nell’arco di cinque anni permetterà di rinnovare il parco veicoli per la raccolta dei rifiuti mediante l’integrazione di veicoli a idrogeno.

Infine, la realizzazione dell’impianto permette di completare il parco tecnologico e impiantistico del polo dell’ex Ittierre di Pettoranello di Molise (IS), in quanto la produzione di idrogeno rinnovabile (mediante il recupero di frazione organica stabilizzata proveniente dal riciclo urbano e di energia prodotta da un impianto fotovoltaico installato sulle coperture dello stesso ex Ittierre) chiude il piano di riconversione dell’area da polo della moda italiana a polo del recupero innovativo di materie prime seconde secondo i principi dell’economia circolare. L’insediamento, infatti, prevede un impianto di recupero delle plastiche per la produzione di polimeri destinati ai prodotti tessili già autorizzato, l’installazione di un sistema di recupero delle poliolefine per la produzione di olio pirolitico, già valutato e finanziato dal PNRR con la misura dei progetti faro per l’economia circolare.

Presentato il fotovoltaico galleggiante di SMAT a Utilitalia Innovation

fotovltaico flottante
Credit: Depositphotos

Il fotovoltaico galleggiante di SMAT è stato presentato oggi a Bari nel corso dell’evento dedicato all’innovazione e alla trasformazione sostenibile nel comparto idrico, organizzato nell’ambito del progetto Utilitalia Innovation.

Con l’obiettivo di perseguire l’efficientamento energetico ed incrementare la produzione di energia da fonte rinnovabile SMAT ha sviluppato la progettazione e la realizzazione, ormai prossima, di campi fotovoltaici flottanti da installare sui bacini di lagunaggio nel Comune di La Loggia (TO).

La soluzione del fotovoltaico galleggiante produce tre benefici: evita il consumo di suolo, crea un’ombreggiatura sulla superficie del bacino che riduce in modo significativo l’irraggiamento solare, l’aumento della temperatura dell’acqua e, dunque, lo sviluppo di alghe e costituisce una fonte di energia rinnovabile che può essere auto consumata.

Sui bacini di lagunaggio, dai quali l’Azienda trae la provvista per il grande potabilizzatore di Torino che assicura la risorsa idrica a buona parte della Città ed integra la dotazione ad altri Comuni della cintura, è prevista la realizzazione di un impianto fotovoltaico galleggiante di potenza pari a 5,1 MWp.

L’impianto occuperà una superficie di uno dei bacini, pari a circa 6,3 ettari, sarà composto da 12.752 pannelli installati sopra isole composte da unità modulari galleggianti in Polietilene ad alta densità (HDPE) ancorate a terra per evitare spostamenti rispetto all’area utile individuata.

In virtù dell’esposizione a sud, dell’inclinazione e dei benefici effetti di raffrescamento della superficie inferiore dei pannelli dovuti alla presenza dell’acqua, si stima che l’impianto abbia una produzione di circa 7.130 MWh/anno.

SMAT sta valutando la possibilità di triplicare la potenza installata installando un ulteriore impianto da circa 10 MW sulla superficie del bacino adiacente.

“La resilienza del sistema e dell’azienda non può prescindere da criteri di rapidità, efficienza ed efficacia, obiettivi che possono essere raggiunti attraverso investimenti che tendano anche al raggiungimento di obiettivi di efficientamento energetico. Negli anni SMAT ha sviluppato una significativa esperienza nel settore dell’energia da fonte rinnovabile con la produzione in tre diversi ambiti: idroelettrico, da biometano, e attraverso l’installazione di campi fotovoltaici, sia fissi, sia ad inseguimento”, sottolinea il Presidente SMAT, Paolo Romano.

SENEC.Plan: lanciato il nuovo configuratore per gli installatori SENEC

accumulatore senec
Credit: Senec

Con il nuovo applicativo web, che genera preventivi per un impianto fotovoltaico SENEC, l’azienda amplia la gamma di servizi ed il supporto offerti ai propri installatori partner

SENEC, azienda leader nella produzione di sistemi intelligenti di accumulo e nella fornitura di soluzioni a 360° per l’indipendenza energetica, lancia un nuovo servizio dedicato ai propri installatori partner: è il configuratore SENEC.Plan, un applicativo web progettato per generare preventivi completi per un impianto fotovoltaico SENEC.

A partire dall’inserimento di alcuni dati, come l’indirizzo, la superficie, l’orientamento e l’inclinazione del tetto ed i consumi elettrici annuali, SENEC.Plan calcola automaticamente il prezzo dell’impianto fotovoltaico, con o senza gli accessori SENEC, nonché il risparmio economico e quello ambientale, in termini di tonnellate di CO2 risparmiate, procurati dall’impianto stesso.

L’introduzione di questa novità rispecchia la mission di SENEC, volta ad offrire un portafoglio sempre più completo di prodotti e servizi per i propri clienti e per supportarne e farne crescere l’attività. Il configuratore, infatti, non solo faciliterà e velocizzerà la formulazione delle offerte, ma agevolerà anche la generazione di richieste di preventivi da parte di potenziali clienti e, fornendo un documento completo e graficamente curato, rafforzerà la proposta dell’installatore.

“Il nostro obiettivo è da sempre quello di fornire soluzioni a 360° per aiutare i nostri partner nello svolgimento del proprio lavoro – afferma Vito Zongoli, Managing Director di SENEC Italia – Per questo siamo convinti che l’introduzione di SENEC.Plan sarà preziosa per i nostri clienti. Con il mercato del fotovoltaico in costante crescita e sempre meno condizionato dal Superbonus, è importante per gli installatori essere quanto più tempestivi ed efficaci nella loro proposta commerciale. Il configuratore è uno strumento utile, sia lato commerciale che marketing, pensato proprio a questo scopo”.   

SENEC.Plan è disponibile in due versioni: una finalizzata alla “lead generation” e una con funzione di preventivatore. Nel primo caso, il configuratore elabora preventivi a partire dai dati inseriti direttamente dagli utenti finali e l’installatore può rimandare ad esso dal proprio sito web, dalle proprie pagine social o da campagne web. Nel secondo caso, invece, è l’installatore stesso ad inserire i dati del potenziale cliente per ottenere il preventivo, del quale può anche variare alcuni parametri calcolati automaticamente (come il numero di moduli fotovoltaici, la tipologia del sistema di accumulo abbinato e la presenza di servizi aggiuntivi). Entrambe le versioni sono gestite tramite un gestionale ad accesso riservato dove l’installatore può sia personalizzare il preventivo, con il proprio logo e i propri prezzi, sia visualizzare le offerte inviate e diverse statistiche sulle stesse.

Energia solare dallo spazio alla Terra: il progetto MAPLE

fotovoltaico spazio

Un rivoluzionario progetto dell‘istituto Caltech promette di trasportare energia solare dallo spazio alla Terra, aprendo prospettive straordinarie per l’energia rinnovabile. Il prototipo del progetto Space Solar Power (SSPP), chiamato MAPLE, ha dimostrato con successo la trasmissione di energia wireless dallo spazio. Questo innovativo sistema, basato su trasmettitori a microonde, potrebbe generare un‘energia otto volte superiore rispetto ai tradizionali pannelli solari terrestri. L’iniziativa potrebbe democratizzare l’accesso all’energia e portare benefici a regioni remote o colpite da conflitti o disastri.

Caltech rivoluziona l’energia solare con il progetto SSPP

Un team di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) ha sviluppato il rivoluzionario progetto Space Solar Power Project (SSPP) con l’obiettivo di trasportare energia solare dallo spazio alla Terra. Il prototipo del SSPP, chiamato MAPLE (Microwave Array for Power-transfer Low-orbit Experiment), è stato lanciato con successo in orbita dimostrando la trasmissione di energia wireless dallo spazio alla Terra. Il 3 marzo, MAPLE ha dimostrato in modo eclatante la possibilità di sfruttare una fornitura illimitata e costantemente disponibile di energia solare grazie ai trasmettitori di potenza a microonde flessibili e leggeri. L’iniziativa ha raggiunto importanti traguardi attraverso:

  • L’assemblaggio dei pannelli solari
  • La ricerca di celle solari efficienti
  • La trasmissione dell’energia solare tramite microonde.

Il lancio di successo del prototipo MAPLE a bordo di un Falcon 9 della SpaceX a gennaio ha segnato un passo significativo nel progetto Caltech Space Solar Power Project (SSPP), aprendo nuove prospettive per l’energia solare spaziale sulla Terra. 

Pannelli solari spaziali: energia otto volte superiore grazie al Caltech

Grazie all’innovativa tecnologia sviluppata dal Caltech, i pannelli solari spaziali potrebbero generare un’energia otto volte superiore rispetto a quelli tradizionali sulla Terra. Questo sistema di trasferimento energetico wireless potrebbe anche democratizzare l’accesso all’energia, portando benefici alle regioni remote, colpite da conflitti o disastri. 

È grazie ad un recente esperimento condotto dal Naval Research Laboratory (NRL) degli Stati Uniti che si è dimostrata la possibilità di trasmettere energia wireless su una distanza di un chilometro, aprendo così nuove prospettive per un futuro alimentato interamente da energie rinnovabili.

Tuttavia, il successo del progetto SSPD dipende dalla realizzazione di impianti di dimensioni considerevoli, in grado di garantire un flusso costante di trasmissione di energia solare. Questa sfida tecnologica e finanziaria richiede:

  • Costruzione di enormi impianti di ricezione a terra
  • Cattura delle microonde trasmesse dallo spazio.

Sebbene l’orbita geostazionaria sia considerata la posizione preferita per i pannelli solari in orbita, la sua grande distanza dalla Terra presenta sfide nella trasmissione energetica. Pertanto, sono state prese in considerazione alternative come:

  • Orbite più basse
  • Utilizzo di più impianti ridotti per garantire una trasmissione multipla verso la Terra.

MAPLE, parte del progetto Caltech Space Solar Power (SSPP) e uno dei tre esperimenti principali all’interno del prototipo spaziale SSPD-1, dimostra l’impegno e l’importanza del team del Caltech nel promuovere l’energia solare spaziale come una fonte sostenibile ed efficiente per il nostro pianeta. Attraverso le prove condotte, MAPLE ha dimostrato:

  • Capacità di trasmettere energia wireless nello spazio
  • Conversione dell’energia in elettricità a corrente continua (CC)
  • Successo nell’alimentare con successo una coppia di LED, dimostrando la fattibilità della trasmissione di energia wireless nello spazio.

Verso un futuro energetico sostenibile: il potenziale dell’energia solare

L’energia solare rappresenta attualmente meno del 4% della produzione globale di elettricità, nonostante il 13% dell’energia rinnovabile provenga dal sole. C’è quindi un ampio margine di crescita. Le fonti rinnovabili più utilizzate sono:

  • Energia idroelettrica
  • Energia eolica

Queste fonti costituiscono ancora la maggior parte della produzione energetica sostenibile. Tuttavia, per affrontare la crisi climatica, è essenziale puntare al 100% di energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2029, ma attualmente solo il 14% dell’energia mondiale proviene da tali fonti. Perciò, sono necessari sforzi significativi per raggiungere questo ambizioso obiettivo.

La produzione di energia solare sta crescendo rapidamente grazie all’incremento della consapevolezza ambientale e all’azione climatica. Questa forma di energia rinnovabile sfrutta la luce del sole per generare elettricità pulita, ma ci sono ancora sfide da affrontare.

L’esperimento spaziale MAPLE ha dimostrato la sua robustezza nel sopravvivere e operare con successo nello spazio, superando le aspettative. Ha affrontato temperature estreme e l’esposizione alla radiazione solare, dimostrando la sua affidabilità e adattabilità. Il successo di MAPLE nel trasmettere energia verso la Terra apre nuove prospettive per l’energia solare spaziale come possibile fonte energetica per soddisfare le nostre necessità terrestri.

Il progetto Caltech Space Solar Power ha dimostrato con successo la trasmissione di energia solare dallo spazio alla Terra. Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare l’energia rinnovabile e democratizzare l’accesso all’energia. Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare. Quali ostacoli dovranno essere superati per implementare con successo questa tecnologia? Quali potrebbero essere gli impatti sul nostro ambiente e sulla società?

Fonte: Studio ProntoBolletta

BayWa r.e. guida lo sviluppo record dell’Agri-PV e stabilisce un nuovo standard per l’Europa

impianto fruttovoltaico
Credit: BayWare

BayWa r.e., insieme alla controllata olandese GroenLeven, sono alla guida di un pionieristico sviluppo di Fruitvoltaics da 8,7 MWp nei Paesi Bassi dove è iniziata la costruzione del più grande progetto europeo di energia rinnovabile che utilizza moduli fotovoltaici posizionati sopra piantagioni di frutta (agrivoltaico).

Nel North Brabant, la fattoria di Maarten van Hoof sta per ospitare 24.206 pannelli solari fissati sopra i suoi raccolti. I moduli fotovoltaici “overhead” consentiranno ai lamponi di continuare a crescere, generando anche energia sufficiente per 2.810 case. Un’ impianto pilota del 2020 sullo stesso sito ha preceduto questo progetto. Dopo i risultati positivi, van Hoof ha scelto di dotare l’intero raccolto di lamponi di pannelli solari. Il progetto dovrebbe essere completato entro il primo trimestre del 2024.

Utilizzando i terreni agricoli per produrre contemporaneamente colture ed energia rinnovabile, la tecnologia Agri-PV presenta un’opportunità convincente di sostenibilità e un ottimo esempio di uso multifunzionale dello spazio. Terra limitata, condizioni meteorologiche più estreme, crescente domanda di energia solare; una più ampia diffusione dell’agri-fotovoltaico può aiutare l’Europa ad affrontare queste sfide.

Stephan Schindele, Head of Product Management Agri-PV di BayWa r.e., ha commentato: “In risposta alla crisi energetica, alimentare e climatica, dobbiamo consentire un uso multifunzionale del territorio e sviluppare sinergie. L’espansione del solare dovrebbe avvenire in armonia con l’agricoltura e la natura. Ci sono molti elementi impressionanti visibili in questo progetto. I moduli fotovoltaici proteggono le colture e forniscono un ambiente di crescita più resiliente, riducendo al contempo i rivestimenti in plastica monouso. Abbiamo studiato a fondo il livello di trasparenza dei moduli fotovoltaici necessari per far passare la luce alle colture. Ora possiamo fornire queste condizioni e generare energia in questa fattoria del futuro”.

Il successo a Meierijstad è stato possibile grazie ai sussidi governativi e agli investimenti dello stesso agricoltore. Il progetto può essere un business case convincente per l’Agri-PV in Europa. Un più ampio sostegno politico, ovviamente, accelererebbe il processo.

“Questo sviluppo si basa su un fruttuoso progetto pilota e su altre storie di successo in paesi come Germania, Austria e Paesi Bassi. In breve, sappiamo che queste iniziative funzionano. La tecnologia è collaudata, ma la politica deve recuperare il ritardo”, ha dichiarato Benedikt Ortmann, Global Director of Solar Projects di BayWa r.e. “Affinché l’Agri-PV prenda piede in Europa e realizzi un reale cambiamento positivo, abbiamo bisogno di legislazione e sussidi che ci supportino. Gli effetti del cambiamento climatico stanno diventando ogni giorno più evidenti e non possiamo permetterci di perdere questa grande opportunità per la transizione energetica e agricola”.

Ad oggi, BayWa r.e. ha realizzato 14 progetti Fruitvoltaic in EMEA. La società di energia rinnovabile ha inoltre avviato la costruzione di un progetto Agri-PV “interspaziale” in Spagna, in cui vengono installate file di moduli fotovoltaici parallelamente alle colture in crescita. Supporta inoltre attivamente l’estensione del parco solare e della biodiversità fotovoltaica per sfruttare le sinergie tra fotovoltaico, agricoltura e salvaguardia della natura.

Global Market Outlook for solar power 2023 – 2027

Global Market Outlook for Solar Power
Credit: Solar Power Europe

Uscito il Global Market OutlookFor Solar Power 2023 – 2027 di Solar Power Europe

Il rapporto GMO 2023 presenta una prospettiva ancora più ottimistica rispetto alle proiezioni GMO 2022, che sono state pubblicate durante un periodo di incertezza molto maggiore, causata dall’inizio della guerra russa contro l’Ucraina, nonché dalle interruzioni della catena di approvvigionamento e dai prezzi elevati dei prodotti che interessano l’energia solare industria.

Analogamente al Global Market Outlook dell’anno precedente, il tasso di crescita previsto nel rapporto di quest’anno è maggiore rispetto alle proiezioni dell’edizione precedente. Per il 2023, prevediamo un tasso di implementazione superiore del 33% rispetto a quanto previsto nell’OGM 2022, riflettendo il miglioramento della situazione sulla disponibilità dei prodotti e sui prezzi del fotovoltaico.

La crisi energetica globale del 2022 ha anche notevolmente aumentato la consapevolezza dei responsabili politici sulla necessità di sviluppare capacità locali di generazione di energia rinnovabile, non solo per motivi climatici, ma anche per motivi di sicurezza energetica e volatilità dei prezzi; e il solare è stato molto in alto nelle classifiche grazie alla sua impareggiabile versatilità. La capacità operativa di energia solare ha raggiunto la scala TW nel 2022 e sembra che sia sulla buona strada per raggiungere un livello TW annuale entro il 2030.

Le nostre aspettative per il 2024 sono state ulteriormente incrementate del 42%, riflettendo la nostra crescente fiducia nell’offerta e domanda del settore. Inoltre, la nostra previsione di scenario medio per il 2025 di 432 GW è superiore del 47% e il numero del 2026 di 534 GW è addirittura superiore del 54% rispetto al rapporto GMO 2022.

In termini di capacità installata per il 2023, la previsione di questa edizione supera di 85 GW la proiezione di 256 GW dell’anno precedente, prevedendo ora un mercato di 341 GW. Guardando indietro di un’edizione, si prevedeva che il traguardo dei 300 GW sarebbe stato superato solo nel 2025. Ora crediamo che già nel 2024 sarà raggiunto il traguardo dei 400 GW di installazione annuale. Per mettere in prospettiva i numeri, solo sei anni fa, nel 2017, la capacità totale di generazione di energia solare globale installata era a questo livello.

Il crescente ottimismo è radicato nella nuova posizione del solare come attore chiave sulla mappa energetica geopolitica. La versatilità del solare si distingue da altre fonti di generazione di energia, consentendo il suo impiego in varie forme come centrali elettriche centralizzate su scala industriale, comprese varianti innovative come l’agri-FV e il solare galleggiante; tetti commerciali e residenziali distribuiti, nonché applicazioni in rapida evoluzione nell’ambiente edificato come sistemi integrati negli edifici, sistemi solari plug-in, parcheggi, nonché soluzioni off-grid e applicazioni di alimentazione mobile. Inoltre, se combinate con altre energie rinnovabili e stoccaggio, oggi le centrali solari ibride possono fornire energia 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e offrire servizi ausiliari nei mercati dell’energia. Se abbinata alle pompe di calore, l’energia solare consente anche l’elettrificazione e la decarbonizzazione del settore del riscaldamento e dei trasporti, conferendo allo stesso potere ai consumatori a livello locale, cosa che nessun’altra tecnologia di generazione di energia è in grado di fare.

Nonostante gli aumenti temporanei dei prezzi dei prodotti derivanti dal problema della catena di approvvigionamento durante la pandemia, il solare ha comunque superato i combustibili fossili e l’energia nucleare nei casi di investimento non sovvenzionato per tutto il 2022. Si prevede che questo vantaggio in termini di costi migliorerà nuovamente ora che i problemi relativi all’approvvigionamento dei prodotti e alla logistica sono stati ampiamente superati.

L’Agenzia internazionale dell’energia prevede che circa 380 miliardi di dollari saranno investiti nel solare nel 2023, lasciando per la prima volta gli investimenti nel petrolio (IEA (2023), World Energy Investment 2023).

Ogni crisi è unica e, sebbene la pandemia di COVID-19 abbia provocato battute d’arresto nella battaglia contro il cambiamento climatico, la recente crisi energetica ha prodotto l’esito opposto. I riflettori si sono in gran parte spostati verso le fonti di energia rinnovabile, e il solare come pilastro principale, per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, la maggior parte dei quali è di proprietà di pochi paesi. Invece, l’energia solare è liberamente accessibile, e i mezzi per farlo possono essere anche prodotti localmente se una regione o un paese lo voglia davvero – e oltre al leader globale Cina, ora lo fanno anche gli Stati Uniti, come dimostra la storica legislazione dell’IRA, per esempio. Tuttavia, nonostante l’impressionante tasso di crescita di quasi il 50% dell’energia solare nel 2022, superando nuovamente tutte le altre tecnologie di generazione di energia, la sua quota nella produzione di energia globale è attualmente solo del 4,5%. Ha bisogno di approcci più ambiziosi in tutto il mondo per raccogliere il gigantesco potenziale del potere molto più velocemente mentre il tempo corre nella corsa per rispettare pienamente l’accordo di Parigi sul clima.