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sabato, Luglio 2, 2022
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Epishine sta costruendo una nuova fabbrica di celle solari in Svezia con l’obiettivo di raggiungere una capacità eccezionale

celle solari organiche

Epishine incentra la sua attività sul processo brevettato e pionieristico per la stampa di celle solari organiche.

Il loro primo prodotto è stato una cella solare organica sottile e flessibile che raccoglie la luce interna per alimentare l’elettronica deli interni. La risposta del mercato è stata travolgente per questo l’azienda si trasferirà in una sede più grande a Linköping, in Svezia.

Dall’autunno del 2018, Epishine, basandosi su su decenni di esperienza nell’elettronica organica e nel fotovoltaico, ha iniziato la produzione delle sue celle solari organiche sviluppandole dalla fase di ricerca a quella di produzione industriale.

“Abbiamo utilizzato uno spazio perfetto per la crescita e condizioni eccellenti per sviluppare, lanciare e scalare i nostri primi prodotti. Ora vediamo la necessità di aumentare il volume ed espandere ulteriormente la nostra produzione”, afferma Anna Björklou, CEO di Epishine.

Nel nostro mondo sempre più digitalizzato, la piccola elettronica alimentata da batterie viene utilizzata tantissimo. Questo sviluppo deriva dalla volontà di raccogliere dati su tutto, dalla temperatura, alla qualità dell’aria e al numero di persone che utilizzano locali in cui porte e finestre sono aperte o chiuse. Tre anni fa, i produttori di elettronica non si erano resi conto che ci sono limiti al numero di batterie utilizzabili. Non avevano nemmeno pensato ad altri modi per fornire energia e sono rimasti sorpresi dal fatto che fosse effettivamente possibile utilizzare la luce naturale interna per alimentare questo tipo di dispositivo. La domanda è ora aumentata enormemente in connessione con una crescente consapevolezza che le batterie usa e getta non sono una soluzione sostenibile né dal punto di vista della manutenzione né dal punto di vista ambientale.

L’esclusivo metodo di produzione di Epishine prevede la stampa di celle solari roll-to-roll, simile alla produzione di stampa di giornali, che è un processo eccezionalmente scalabile ed efficiente dal punto di vista energetico rispetto al modo in cui vengono prodotte le celle solari tradizionali. La capacità di una stampante a celle solari con una larghezza di banda di 2,5 metri e una velocità di 1 metro al secondo è di 70 milioni di metri quadrati di celle solari all’anno, ovvero nuova energia solare verde equivalente alla produzione di un reattore nucleare ogni mese. La visione a lungo termine di Epishine è quella di diventare il più grande produttore mondiale di celle solari organiche, motivo per cui il potenziale di espansione è stato fondamentale nella scelta della nuova sede.

La prima iniziativa di Epishine è aumentare la produzione di moduli per interni: una serie di sensori alimentati dalle celle solari di Epishine. “Abbiamo bisogno di locali più grandi già per la maggiore domanda che vedremo nel 2023, ma è stato anche importante costruire una struttura con la possibilità di aumentare la capacità di miliardi di moduli solari all’anno quando i progetti davvero grandi decollano”, afferma Mattias Josephson, co-fondatore di Epishine.

“Non vediamo l’ora di questa espansione. Vogliamo soddisfare le esigenze di un numero sempre maggiore di clienti sempre più grandi con la cella solare più sostenibile che conosciamo”. conclude Anna Björklou.

Impianti agrivoltaici: pubblicate le linee guida del MiTe

agrivoltaico
Credit: Pixabay

Il gruppo di lavoro coordinato dal Ministrero della Transdizione ha definito i requisiti degli impianti agrivoltaici e l’accesso agli incentivi.

Quali sono le caratteristiche chiave che identificano gli impianti agrivoltaici? Quando un’installazione solare può definirsi tale? A quali costi andrà incontro il proprietario? E quali elementi permettono a tali sistemi di accedere agli incentivi previsti dal PNRR? Per rispondere a queste ed altre domande il Ministero della Transizione ecologica ha pubblicato le “Linee Guida in materia di Impianti Agrivoltaici”. Il documento, reperibile da ieri sul sito ministeriale, è frutto del lavoro svolto da CREA, ENEA, GSE e RSE sotto il coordinamento dello stesso dicastero. Si tratta di un compendio di 39 pagine che passa in rassegna requisiti minimi di installazione e monitoraggio, affiancando anche un’analisi dei costi d’investimento.

Ma soprattutto fornisce una definizione univoca per l’agrivoltaico o agrovoltaico: un sistema che adotti soluzioni “volte a preservare la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale sul sito di installazione”. Gli impianti, si legge nelle linee guida possono essere caratterizzati da diverse configurazioni spaziali, gradi di integrazione e caratteristiche innovative. Ma l’obiettivo finale dovrà sempre essere una sinergia produttiva in cui colture e pannelli solari si influenzano reciprocamente in maniera positiva. Migliorando al contempo la qualità ecosistemica dei siti.

Agrivoltaico, tra colture adatte e non

Ecco perché, al momento dell’installazione di un sistema fotovoltaico in agricoltura, è essenziale valutare la compatibilità dei moduli con le piante coltivate. In questo contesto il documento riporta brevemente i risultati di alcuni studi tedeschi che hanno valutato il comportamento di diverse colture alla riduzione dell’illuminazione diretta. Il lavoro, che va tuttavia inquadrato nelle caratteristiche territoriali della sola Germania, individua colture “non adatte”, “poco adatte”, “adatte”, “mediamente adatte” e “molto adatte”. Alle ultime due classi appartengono, ad esempio, cipolle, fagioli, cetrioli, zucchine, patate, luppolo, spinaci, insalata, fave.

Le linee guida analizzano anche i costi, sia quelli di investimento che di operatività e monitoraggio. Con un capitolo delicato all’LCOE, ossia il costo livellato di generazione  elettrica per due tipologie di installazioni fv: su colture seminative e permanenti. “Complessivamente, – si legge – a partire dai 55-69 €/MWh di impianti con tracking monoassiale a terra, risulta un range 73-93 €/MWh per sistemi agrivoltaici a colture seminative e 60-76 €/MWh per sistemi a colture permanenti. A tali valori si aggiunge una variabilità di circa 25 €/MWh per sistemi a colture seminative e 15 €/MWh per sistemi a colture permanenti in ragione dei possibili range di variabilità dei costi di investimento”.

Incentivi al fotovoltaico in agricoltura

Il testo illustra anche alcuni possibili fattori premiali o criteri di selezione prioritaria per l’accesso agli incentivi da parte degli impianti agrivoltaici. Tra questi vi è l’applicazione dei moderni concetti di agricoltura di precisione, l’autoconsumo, l’impiego di dispositivi fotovoltaici spettralmente selettivi o di moduli trasparenti, l’incremento dell’elettrificazione dei consumi dell’azienda e l’attenzione all’integrazione paesaggistica dei sistemi agrovoltaici.

Contestualmente il Ministero della Transizione ecologica ha lanciato una consultazione pubblica sulla misura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la concessione dei benefici previsti. Il PNRR prevede infatti di incentivare con contributi a fondo perduto fino al 40% la realizzazione di impianti agrovoltaici per “contribuire al raggiungimento dei target nazionali in materia di energie rinnovabili e al contempo rendere più competitivo il settore agricolo, riducendo i costi di approvvigionamento energetico e migliorando le prestazioni climatiche-ambientali”. I soggetti interessati sono invitati a rispondere entro il 12 luglio 2022.

Leggi qui il documento originale

Articolo tratto da Rinnovabili.it

Wärtsilä fornirà un sistema di accumulo di energia da 100 MWh per il “net zero” del Regno Unito

accumulo su grande scala

Il gruppo Wärtsilä collaborerà con la società energetica SSE per fornire un sistema di accumulo di energia da 50 MW / 100 MWh a Salisbury, nel Wiltshire.

La batteria sarà la prima collegata direttamente alla rete di trasmissione dalla nuova divisione solare e batterie di SSE e supporterà l’accesso a un’energia pulita e affidabile, bilanciando l’intermittenza delle energie rinnovabili. L’ordine è stato fatto nell’aprile 2022 e il sistema dovrebbe diventare operativo nel settembre 2023.

La partnership segna un passo importante nel percorso del Regno Unito verso il net zero. Non solo è il primo progetto di batterie su scala di rete sviluppato da SSE, ma aiuterà anche il Regno Unito a potenziare lo stoccaggio di energia per raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi di energia rinnovabile.

Il sistema di accumulo di energia supporterà la rete nazionale del Regno Unito con servizi affidabili, fondamentali per bilanciare la produzione di energia rinnovabile durante il giorno. Lo stoccaggio dell’energia del Regno Unito è raddoppiato nell’ultimo anno, a dimostrazione della crescente importanza della flessibilità energetica, mentre il Regno Unito aumenta la sua capacità rinnovabile. Supportando SSE per aumentare la sua significativa ambizione nei sistemi di accumulo di energia, Wärtsilä consente a più consumatori di energia britannici di accedere a energie rinnovabili sicure, riducendo i costi e al contempo le emissioni di carbonio.

Kenneth Engblom, vicepresidente per l’Europa e l’Africa, Wärtsilä Energy, ha dichiarato: “Il Regno Unito può capitalizzare il suo enorme potenziale di energia rinnovabile costruendone di più in questo momento, ma lo stoccaggio di energia non deve essere trascurato: bilanciare efficacemente l’intermittenza delle energie rinnovabili è il parte mancante del puzzle del net zero. Se implementato correttamente, l’accumulo di energia consentirà alla rete di far fronte alle fluttuazioni della fornitura di energia rinnovabile e assicurerà che gli utenti finali dell’energia abbiano un’alimentazione sicura mentre passiamo a un’energia più economica e più pulita. Questo progetto è un grande momento per noi poiché aiutiamo uno dei più grandi attori energetici del Regno Unito a incrementare le energie rinnovabili e fornire a più consumatori britannici energia affidabile, a basso costo e pulita”.

Richard Cave-Bigley, Direttore di Solar and Battery di SSE, ha dichiarato: “Oggi è una pietra miliare per SSE costruire il nostro primo progetto di accumulo di batterie a Salisbury, ma è anche solo l’inizio di un gasdotto multi-GW di energia solare e progetti di batterie a venire… Lo stoccaggio della batteria ha un ruolo chiave da svolgere nell’aiutare il Regno Unito a decarbonizzare, garantendo di sfruttare al massimo i livelli crescenti di energia rinnovabile che entrano nella rete. SSE sta investendo 24 miliardi di sterline in questo decennio (circa 7 milioni di sterline al giorno) in infrastrutture a basse emissioni di carbonio di questo tipo e siamo lieti di lavorare al fianco di Wärtsilä per fornire i servizi di bilanciamento e flessibilità di cui abbiamo bisogno per aiutare il Regno Unito a raggiungere lo zero netto”.

Wärtsilä sta attualmente installando sistemi di accumulo di energia di dimensioni simili in tutto il Regno Unito, a dimostrazione del loro impegno a sostenere più energie rinnovabili e ad aiutare il Regno Unito a raggiungere i suoi obiettivi di decarbonizzazione. La capacità di stoccaggio dell’energia dovrà aumentare drasticamente a 18 GW entro il 2035 per gestire la transizione, secondo i modelli previsionali di Wärtsilä.

Il progetto includerà GridSolv Quantum di Wärtsilä, un sistema di accumulo di energia completamente integrato, modulare e compatto, nonché la piattaforma energetica digitale GEMS, il sofisticato software di gestione dell’energia di Wärtsilä.

Fotovoltaico organico di grandi dimensioni, nuovi additivi prevengono degrado.

fotovoltaico organico
Credits Korea Institute of Science and Technology (KIST)

Un team coreano ha sviluppato nuovi additivi polimerici per prevenire il degrado dei moduli stampati di fotovoltaico organico

Poter stampare le celle solari rappresenta uno dei grandi vantaggi del fotovoltaico organico, assieme ai bassi costi e all’eco-compatibilità dei materiali. Per questo segmento solare esistono, tuttavia, ancora grandi ostacoli sia a livello produttivo che di prestazioni. A cominciare dalla difficoltà di estendere l’area fotoattiva, la parte della cella che assorbe la luce solare convertendola in elettricità. A livello di laboratorio, infatti, 0,1 cm2 di strato fotoattivo riescono a dare il meglio di questa tecnologia. Ma passare a dimissioni adatte alla commercializzazione e all’applicazione pratica, è impegnativo e può portare ad un degrado delle prestazioni.

Il gruppo di ricerca guidato dal Dottor Hae Jung Son del Korea Institute of Science and Technology (KIST) ha scoperto i fattori alla base di questo deterioramento e creato una contro ricetta per stampare celle solari organiche di grandi dimensione efficienti e stabili. L’ingrediente segreto? Un nuovo materiale additivo polimerico.

Il problema del fotovoltaico organico risiede nel processo produttivo. Su scala di laboratorio per realizzare gli strati fotoattivi è impiegato lo spin coating rivestimento per rotazione. In poche parole, si deposita una soluzione – contenente in questo caso molecole organiche fotoattive – su un substrato che successivamente viene fatto ruotare ad alta velocità . Il processo permette di ottimizzare la distribuzione delle molecole e far evaporare il solvente. Su ampie aree, tuttavia, la velocità di evaporazione risulta troppo lenta, dando origine ad aggregazioni tra i materiali.

L’additivo polimerico, creato dagli scienziati coreani, previene questo fenomeno interagendo con le stesse molecole organiche. Inoltre, grazie ad un controllo della struttura a livello nanometrico, è possibile migliorare le prestazioni e la stabilità delle celle solari. Il team ha raggiunto un’efficienza del modulo del 14,7%, con un aumento della resa del 23,5% rispetto a ai sistemi convenzionali. L’efficienza è stata mantenuta oltre l’84% del valore iniziale per 1.000 ore, anche in un ambiente riscaldato a 85°C. I risultati sono stati pubblicati su Nano Energy (testo in inglese).

Da Rinnovabili.it

AMPYR e BELECTRIC: 200 MWp di progetti fotovoltaici in Germania

accordo fotovoltaico

AMPYR Solar Europe (ASE) e BELECTRIC si accordano per installare oltre 200 megawatt (MW) di capacità solare in Germania. Le prime centrali elettriche da costruire sranno a Brandeburgo.

AMPYR e BELECTRIC hanno firmato un accordo quadro per costruire una filiera di numerosi progetti su larga scala in Germania, entro i prossimi due anni.

“Siamo lieti di avere un partner forte come BELECTRIC che apporta una vasta esperienza nella costruzione, gestione e manutenzione di impianti solari su larga scala. Siamo particolarmente entusiasti della collaborazione nella realizzazione e nella gestione della catena di approvvigionamento all’interno dei team di BELECTRIC e del Global Technical Center (AMPYRTech) di AMPYR, per introdurre la più recente tecnologia fotovoltaica…”, afferma Tarun Agrawal, Partner del Gruppo AGP (AMPYR Energy).

Due dei parchi solari da costruire si trovano a Brandeburgo. Il più grande parco solare avrà una capacità installata di 85 MWp. Il secondo impianto sarà composto da sei sottoaree che insieme garantiranno una capacità totale di 65 MWp. Questo progetto è particolarmente impegnativo in quanto è necessario costruire una “linea” lunga 25 km e una sottostazione. I lavori di costruzione dei due parchi solari dovrebbero iniziare entro la fine del 2022.

Il Dr. Thorsten Blanke, CEO di BELECTRIC GmbH, spiega: “Il nostro accordo quadro con AMPYR è un’ottima base per implementare ulteriori progetti tedeschi in futuro. Siamo lieti di ampliare la nostra collaborazione”.

AMPYR Solar Europe unisce l’esperienza di AGP nello sviluppo di progetti di energia rinnovabile su larga scala, l’analisi all’avanguardia del mercato dell’energia di Hartree, e le soluzioni a zero emissioni di carbonio, con la profonda conoscenza locale, di NaGa. La combinazione di queste competenze complementari accelererà lo sviluppo della capacità solare e offrirà un’interessante opportunità per gli investitori istituzionali nell’impiegare oltre 1 miliardo di euro di capitale e generare un reddito affidabile a lungo termine.

BELECTRIC è uno dei principali fornitori di servizi EPC in Europa e nello sviluppo, costruzione e gestione di centrali solari. Questo “specialista” dell’energia solare vanta oltre 20 anni di esperienza nella costruzione di centrali elettriche e ha costruito oltre 4 gigawatt in tutto il mondo. BELECTRIC è un membro del Gruppo Elevion. Elevion Group BV è uno dei principali fornitori di servizi energetici in Europa nel campo delle moderne soluzioni energetiche incentrate sulla sostenibilità e sulla neutralità climatica. Il gruppo Elevion appartiene ai leader di mercato tedeschi in questo segmento. Il gruppo è attualmente composto da circa 60 società consolidate e impiega più di 4.700 persone in dodici paesi: oltre alla Germania, questi includono Paesi Bassi, Austria, Italia, Ungheria, Polonia, Romania e Cina.

Transizione energetica: Axpo Italia, Altair Chimica e Sistema Rinnovabili insieme per un Corporate PPA

Axpo Italia
Credit: Axpo Italia

Gli accordi decennali tra le tre realtà vedranno Axpo Italia impegnata nella vendita e commercializzazione ad Altair Chimica di energia rinnovabile prodotta da Sistema Rinnovabili

Axpo Italia, Altair Chimica e Sistema Rinnovabili annunciano la firma di un Corporate PPA (Power Purchase Agreement) decennale. Attraverso di esso, Axpo Italia fornirà ad Altair Chimica l’energia prodotta da un parco fotovoltaico che Sistema Rinnovabili sta realizzando ad Arlena di Castro, in provincia di Viterbo.

Lo scenario geopolitico internazionale sta spingendo verso un’ulteriore accelerazione dei progetti dedicati alle fonti rinnovabili in Italia per favorire la transizione energetica e incrementarne l’autonomia nell’approvvigionamento di energia. Una necessità urgente per la quale le fonti rinnovabili daranno un contributo rilevante, fornendo benefici economici e ambientali a cittadini e imprese.

L’accordo di Corporate PPA tra Axpo Italia e Altair Chimica, con Sistema Rinnovabili in qualità di produttore da fonte rinnovabile, è uno strumento fondamentale per lo sviluppo di nuovi impianti ed è essenziale per poter raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e di indipendenza energetica. 

L’accordo – uno dei primi in Italia e particolarmente innovativo per caratteristiche e durata – mentre da un lato garantisce all’investitore la stabilità dei flussi di cassa e il finanziamento del parco fotovoltaico, dall’altro consente la partecipazione attiva del consumatore, che riceverà da Axpo Italia una fornitura di circa 43.800 MWh all’anno di energia pulita, a partire dal 1° luglio 2022, secondo il profilo di produzione di energia elettrica effettivamente immessa in rete dall’impianto solare in fase di realizzazione.

Nello specifico, l’energia verrà prodotta dall’impianto fotovoltaico in fase di realizzazione di Agro Solar I S.r.l., facente parte del gruppo di Sistema Rinnovabili, utility rinnovabile impegnata nello sviluppo di impianti fotovoltaici di grossa taglia e nell’acquisto e gestione di impianti già attivi. Axpo Italia SpA provvederà a ritirare l’energia rinnovabile prodotta e le garanzie di origine riconosciute, fornendo elettricità ad Altair Chimica SpA a un prezzo fisso garantito per l’intero periodo del Corporate PPA e gestendo tutti i servizi relativi alle operazioni e alle attività di bilanciamento dell’accordo.

Altair Chimica SpA, azienda del gruppo Esseco, specializzata nella produzione di derivati inorganici del potassio, compie così un passo fondamentale verso la realizzazione dei propri obiettivi di sostenibilità economica ed ambientale.

​“I Corporate PPA rappresentano un volano per la diffusione delle fonti rinnovabili, esigenza oggi più che mai particolarmente sentita” commenta Simone Demarchi, Amministratore Delegato di Axpo Italia. “La collaborazione con un player di riferimento nella grande industria come Altair Chimica SpA e un produttore di energia rinnovabile come Sistema Rinnovabili, dimostra la sensibilità del tessuto produttivo italiano verso la transizione energetica. In questo senso, crediamo che i Corporate PPA siano strumenti strategici per coniugare l’utilizzo di energia pulita e la riduzione di gas climalteranti, in linea con le politiche climatiche ed energetiche definite a livello nazionale e internazionale”.

“La decarbonizzazione è un’opportunità di innovazione e di business, ma anche una scelta strategica con cui rafforzare il posizionamento sostenibile di un’impresa”, dichiara Roberto Vagheggi, Amministratore Delegato di Altair Chimica. “L’accordo con Axpo Italia e Sistema Rinnovabili ci permette di accedere a una fornitura di energia pulita e certificata, riducendo le emissioni dei nostri impianti e contribuendo, allo stesso tempo, alla crescita delle fonti rinnovabili in Italia, obiettivo che si riflette pienamente nel piano di sviluppo aziendale”.

“L’Italia può assumere un ruolo da protagonista nella transizione energetica grazie alle fonti rinnovabili, che sono una ricchezza diffusa e valorizzabile su tutto il territorio” afferma Antonio Urbano, Presidente di Sistema Rinnovabili. “La partnership con Axpo Italia e Altair Chimica SpA conferma l’attrattività degli impianti dedicati alla produzione di energia pulita per accelerare l’espansione della green economy. Abbiamo oltre 500MW di impianti fotovoltaici in fase di sviluppo e intendiamo metterli al servizio del sistema produttivo italiano per migliorare la sostenibilità ambientale ed economica del nostro Paese.

Moduli solari sostenibili in plastica riciclata per l’integrazione nei veicoli

fotovoltaico integrato
Credit: OPES Solutions

Il principale produttore di moduli off-grid, OPES Solutions, intraprende nuove strade con i moduli solari per i veicoli ottenuti dalla plastica oceanica riciclata.

A tal fine, l’azienda ha sviluppato un processo produttivo innovativo con un unico passaggio automatizzato. Le celle solari cristalline a base di wafer sono combinate con pannelli sandwich strutturati di 3A Composites Mobility, realizzati in PET riciclato.

I nuovi moduli sono ottimizzati per l’uso nell’industria automobilistica e sono stati installati per la prima volta nel trailer del progetto internazionale SolarButterfly. Con una potenza totale di 15,2 kW, forniscono elettricità sufficiente per il veicolo trainante SolarButterfly e per il funzionamento della minuscola casa mobile integrata nel rimorchio. Con un peso di 4,7 kg/m2, sono il 55% più leggeri dei moduli solari convenzionali, ma l’efficienza delle celle solari utilizzate è del 24%.

L’integrazione sostenibile del fotovoltaico nei veicoli significa ridurre il consumo di materiale e utilizzare componenti sostenibili. In questo caso, i moduli fotovoltaici non sono componenti aggiuntivi che vengono adattati al veicolo: sono completamente integrati e formano il guscio del veicolo stesso, che genera energia come una “Farfalla Solare”, sostituendo i materiali convenzionali usati prima. Proprio come nell’industria automobilistica, la riduzione del peso, mantenendo la stabilità strutturale, è fondamentale.

“A livello globale, la produzione di energia e il trasporto sono di gran lunga i due settori con le maggiori emissioni di CO2. Il fotovoltaico integrato nel veicolo è il coltellino svizzero che affronta entrambi i problemi direttamente alla fonte. Considerando il numero annuale di nuove immatricolazioni di veicoli nella sola Europa, l’area utilizzabile sul tetto di auto, autobus e camion può fornire oltre 20 GWp di energia solare. È chiaro che dobbiamo pensare a materiali sostenibili fin dall’inizio”, afferma Robert Händel, CEO e fondatore di OPES Solutions.

La perfetta integrazione dei moduli solari nei veicoli pone nuove esigenze di materiali rispetto a quelle dei moduli convenzionali. Qui, le soluzioni OPES si sono basate su precedenti soluzioni di fotovoltaico integrato nel veicolo (VIPV) che l’azienda ha sviluppato con il Fraunhofer Center for Silicon Photovoltaics CSP.

La costruzione del modulo solare in plastica oceanica è la tecnologia solare proprietaria utilizzata per il modulo VIPV di OPES Solutions tipo SolShell, che è già in produzione. Alcune delle caratteristiche principali sono l’eccezionale isolamento termico che mantiene fresco l’interno del veicolo e la maggiore resistenza alle vibrazioni, in modo che i collegamenti delle celle solari rimangano permanentemente intatti. Questo è il risultato di un’ampia ricerca, sviluppo e test. “La nostra macchina per il test delle vibrazioni ha funzionato 24 ore su 24 negli ultimi anni con i tetti dei veicoli completi, fino a quando non abbiamo trovato la perfetta tecnologia di integrazione e interconnessione delle celle solari”, aggiunge Robert Händel.

OPES Solutions ottimizza continuamente l’efficienza del modulo VIPV. Grazie alla disposizione in cluster delle celle solari e ai diodi di bypass integrati, la potenza erogata dalle celle solari ad alta efficienza di Longi è ottimizzata per scenari con ombra parziale e scarsa illuminazione.

Leggi il comunicato stampa

Il fotovoltaico italiano nel rapporto del GSE

fotovoltaico GSE

Alla fine del 2021 c’erano oltre 22 GW di potenza installata.

Quanti sono gli impianti fotovoltaici in Italia? Dove sono collocati? E quanto riescono a produrre in un anno? A queste domande risponde ancora una volta il rapporto statistico del GSE, documento che annualmente fa il punto su numerosità, potenza e produzione del fotovoltaico italiano; con approfondimenti specifici in merito alle dimensioni dei pannelli, la tipologia di installazione, il settore di attività, l’autoconsumo e le ore di utilizzazione. Si copre così che a fine 2021 risultavano attivi ben 1.016.000 impianti, 80mila in più rispetto al 2020. I nuovi sistemi entrati in esercizio hanno incrementato la capacità installata a livello nazionale di 938 MW, portando la potenza cumulata totale a quota 22,59 GW.

La produzione fotovoltaica registrata nel 2021 è stata invece di 25.039 GWh, valore appena superiore a quello osservato nel 2020 (+0,4%) per effetto di una radiazione solare al suolo decisamente più contenuta. Ma nel complesso il solare ha offerto circa il 22% della generazione nazionale verde.

Fotovoltaico in Italia, la piccola taglia oltre il 90%

I dati del GSE riflettono ancora una situazione complessiva pre-semplificazioni governative. Se si analizza più da vicino il report, infatti, i sistemi di piccola taglia (≤ 20 kW) emergono come le vere leve della crescita. E oggi costituiscono il 93% del totale in termini di numerosità e il 23% sul fronte della potenza.

Un trend che ha dirette conseguenze anche dati di occupazione del suolo. Alla fine del 2021 la potenza degli impianti fv installati a terra ammontava al 36% del totale nazionale, con un incremento dello 0,7% rispetto all’anno 2020. La restante quota è tutta a carico dei sistemi non a terra (installazioni su edifici, serre, pensiline, ecc.) cresciuti invece del 6,5% in un anno.

Il documento offre anche uno spaccato territoriale, riconfermando la Lombardia come la regione con il maggior numero di impianti fotovoltaici in Italia (oltre 160.000). Segue il Veneto (circa 148.000 impianti), l‘Emilia Romagna (105.938) e il Piemonte (70.400). La Puglia invece è ancora il primo territorio per capacità totale installata con quasi 3 GW di fotovoltaico attivi (13,0% del totale nazionale). Nella stessa regione si osserva anche la dimensione media degli impianti più elevata (50 kW).

“Più in generale – scrive il GSE in una nota stampa – la potenza complessivamente installata in Italia a fine 2021 si concentra per il 45% nelle regioni settentrionali, per il 37% in quelle meridionali, per il restante il 18% in quelle centrali”.

Autoconsumo fotovoltaico, i dati 2021

Tra i dati interessanti, quelli riguardanti la tecnologia. In Italia il 69,8% della capacità fotovoltaica installata è legata a celle in silicio policristallino, il 24,7% in silicio monocristallino e il 5,5% in film sottile, silicio amorfo o altri materiali. Un capitolo a sé lo merita l’autoconsumo. Secondo il rapporto del GSE, lo scorso anno gli autoconsumi ammontano a 5.179 GWh, un valore pari al 20,6% della produzione complessiva degli impianti fotovoltaici in Italia. I risultati migliori? Arrivano dai settori industriale e terziario, che hanno raggiunto percentuali rispettivamente del 62% e del 53% di energia autoconsumata sul totale di quella prodotta.

Tratto da Rinnovabili.it

GCAgrosolar collabora con Legambiente Puglia per il fotovoltaico con benefici ecologici e sociali

greencells
Credit: greencells.com

GCAgrosolar, una joint venture tra Greencells, sviluppatore globale e Il fornitore di servizi EPC per impianti solari di grandi dimensioni e Renewables Consulting, sviluppatore italiano di lunga data di progetti di energia eolica e solare, annuncia la sua collaborazione con Legambiente Puglia, branca regionale dell’associazione ambientale italiana più conosciuta e attiva.

Nello sforzo di agire contro il cambiamento climatico e raggiungere gli obietivi di riduzione della CO2 a livello locale e internazionale, la necessità di mezzi di generazione di elettricità privi di emissioni di carbonio è più alta che mai. Tramite la loro cooperazione, Legambiente Puglia e GCAgrosolar si occupano dei benefici ecologici e sociali resi possibili dai nuovi impianti fotovoltaici e agrivoltaici, che introducono il duplice uso della terra sia per l’agricoltura che per la produzione di energia.

In questo contesto, GCAgrosolar è tra gli sponsor del festival di musica popolare Festambiente in Puglia organizzato da Legambiente, con una serie di eventi che si svolgono a giugno e luglio in varie località della regione. Parte dell’evento è il Forum Energia, che si è svolto l’8 giugno 2022 presso il Politecnico di Bari, dove ad una tavola rotonda hanno partecipato ad una discussione i rappresentanti di GCAgrosolar e Legambiente Puglia.

Giuseppe Sofia, Direttore Generale Italia del Gruppo Greencells: “È un piacere collaborare con Legambiente Puglia e avere il loro sostegno per il nostro approccio al fotovoltaico con cui perseguiamo la continuità dell’agricoltura, un impatto positivo sull’ambiente e la responsabilità sociale. Tutti i nostri progetti “Agripuglia” mantengono l’attuale destinazione d’uso del terreno agricolo che li ospita e tutelano la biodiversità, ad esempio piantando specie autoctone o fornendo strisce di terra per gli impollinatori”.

Roberto Valente, Direttore Generale di Renewable Consulting, aggiunge: “Insieme a comunità e autorità, creiamo posti di lavoro locali prima, durante e dopo la costruzione dei nostri impianti. Inoltre, miglioriamo le infrastrutture locali, ad esempio riparando strade e migliorando sistema di irrigazione. Essere presenti al Festambiente Puglia e soprattutto al Forum Energia ci dà la possibilità di informare un pubblico più ampio su queste iniziative e non vediamo l’ora essere lì”.

Ruggero Ronzulli, Presidente di Legambiente Puglia, sulla cooperazione: “Legambiente Puglia si pone l’obiettivo di condividere buone pratiche ed esperienze, esempi concreti e reali, per dimostrare che produrre energia rinnovabile è possibile anche nel rispetto del territorio, dell’ ambiente e dell’agricoltura. In questa visione si inserisce il progetto agrivoltaico denominato “Agripuglia” di GC Agrosolar, combinando produzione di energia, agricoltura e anche impatto sociale. E’ necessario un dialogo e per governare e un confronto costruttivo tra associazioni e imprese per la transizione ecologica ed energetica”.

Una nuova torre cinese ci porta più vicini alla generazione di energia solare dallo spazio

fotovoltaico spazio
Credit: Xidian University

Il sistema utilizzerà i satelliti per trasmettere l’energia solare alle stazioni riceventi sulla Terra.

I ricercatori della Xidian University cinese affermano di aver completato i test e l’ispezione di un array di terra che potrebbe aprire la strada all’energia solare spaziale, una tecnologia a lungo annunciata come una potenziale soluzione ai nostri problemi energetici.

I ricercatori della Xidian University hanno condotto con successo un test della “prima centrale solare a collegamento completo” il 5 giugno, secondo una dichiarazionepubblicata dall’università. L’impianto è una struttura in acciaio alta 246 piedi (75 metri) situata nel campus meridionale della Xidian University, ed è dotato di cinque diversi sottosistemi destinati a favorire l’eventuale sviluppo di pannelli solari spaziali.

In teoria, i satelliti potrebbero raccogliere continuamente fotoni dal Sole, convertirli in elettricità utilizzando celle fotovoltaiche e trasmettere in modalità wireless quell’elettricità sotto forma di microonde ai ricevitori sulla superficie, come quello della Xidian University.

Sebbene l’idea suoni come un problema ingegneristico non da poco, in realtà è stata proposta già negli anni ’60 dallo scienziato Peter Glaser. L’energia solare spaziale potrebbe aggirare alcuni dei problemi fondamentali con la raccolta di energia solare qui sulla Terra; non c’è bisogno di aspettare la luce del giorno o il bel tempo per raccogliere l’energia in entrata. Ma come la maggior parte delle soluzioni spaziali ai problemi del mondo reale, i problemi principali sarebbero il costo del lancio di questi satelliti e della costruzione dei collettori solari spaziali, oltre ad alcuni pericolosi ostacoli tecnologici e di sicurezza.

La stazione di terra di nuova costruzione fa parte della proposta di generazione di energia solare dallo spazio chiamata OMEGA, che sta per Orb-Shape Membrane Energy Gathering Array. Una volta costruito e spedito in orbita geostazionaria, OMEGA raccoglierà energia dal Sole, la convertirà in energia elettrica e la trasmetterà alla Terra come microonde tramite un’antenna.

OMEGA è stato proposto per la prima volta nel 2014 da Duan Baoyan della Xidian University School of Electromechanical Engineering e dai suoi colleghi. Due anni prima, la NASA ha annunciato un progetto simile SPS-ALPHA (Solar Power Satellite via Arbitrarily Large Phased Array), che prevede un unico satellite spaziale composto da diversi elementi più piccoli che potrebbero trasmettere energia alla Terra. Baoyan è uno dei ricercatori più importanti della ricerca cinese sugli array di terra, che sarà utilizzata per testare possibili sottosistemi OMEGA, inclusa la conversione della luce solare in energia e la sua trasmissione wireless.

Uno dei risultati più notevoli di OMEGA è che ad oggi i ricercatori sono riusciti a trasmettere energia in modalità wireless sotto forma di microonde su una distanza di circa 55 metri. Questa capacità di trasmettere energia wireless a una stazione ricevente rappresenta un elemento di fondamentale importanza per una futura infrastruttura di energia solare proveniente dallo spazio. Il successo del test di inizio di giugno, mette i ricercatori in anticipo di tre anni rispetto al programma del progetto, secondo il comunicato stampa.

Detto questo, Baoyan ha riconosciuto che la trasmissione diffusa di energia solare spaziale potrebbe essere ancora lontana generazioni dalla sua realizzazione.

L’idea dell’energia solare spaziale è promettente e potrebbe contribuire ad emanciparci dalla nostra dipendenza globale di combustibili fossili. Costruire un sistema così complesso rappresenta una sfida enorme, ma ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui raccogliamo energia.