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mercoledì, Novembre 30, 2022
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Le finestre fotovoltaiche fanno risparmiare?

finestre fotovoltaico
Credit: Depositphotos

Le finestre fotovoltaiche fanno risparmiare davvero sui consumi? Secondo uno studio del National Renewable Energy Laboratory (NREL), sì.

Quando parliamo di finestre fotovoltaiche ci riferiamo a una tecnologia di recente sviluppo, che quindi non ha una grande richiesta di mercato nonostante potenzialmente possa essere un elemento chiave nella gestione dell’efficienza energetica degli edifici.

Il risparmio quantificato per l’utilizzo di finestre fotovoltaiche sta infatti, secondo uno studio del National Renewable Energy Laboratory (NREL) tra i 10.000 e i 40.000 GJ all’anno.

Si tratta del primo calcolo di questo genere, e la misurazione ha riguardato architetture e zone climatiche differenti.

Le finestre fotovoltaiche fanno risparmiare?

Gli edifici sono i responsabili del consumo di un terzo di tutta l’energia mondiale: in parte questi consumi sono dovuti al fatto che negli ultimi anni si è affermata una certa tendenza architettonica che predilige le facciate con vetrate: “I rapporti finestra-parete sono costantemente aumentati dalla fine della seconda guerra mondiale”, spiegano Lance Wheeler e colleghi del NREL nella pubblicazione su Cell. “E la domanda di facciate vetrate rimane elevata nonostante l’ampio riconoscimento delle loro scarse prestazioni energetiche e le crescenti preoccupazioni per gli effetti del cambiamento climatico”.

Per rispondere a queste necessità sono state ideate diversi tipi di soluzioni come vetri rinforzati, rivestimenti a basse emissioni, termocromia e vetri fotovoltaici. La ricerca del NREL si è concentrata per determinare quali soluzioni hanno una maggiore efficacia.

I ricercatori hanno analizzato la composizione degli edifici ritenuti “highly glazed” (altamente vetrati): quelli cioè con un rapporti finestre-pareti del 95%.

La ricerca ha lavorato sulla simulazione degli impatti di tre diversi tipi di tecnologie di vetro fotovoltaico, inserite in otto diversi climi.

Le tecnologie analizzate sono:

– fotovoltaico semitrasparente (film sottili di silicio amorfo CIGS o perovskit);

– fotovoltaico trasparente (tecnologia che integra film sottili di assorbito solari organici o coloranti sensibilizzati);

– commutabile o “cromico” (vetri dinamici con conversione solare).

Gli esiti della ricerca mostrano che tutte e tre le tipologie conducono a riduzione dei consumi e delle emissioni di carbonio, e il risparmio rispetto alle finestre tradizionali può arrivare al 40%, che vuol dire circa 37.000 GJ l’anno: “Sebbene i risultati quantitativi varino in base alla zona climatica, il rendimento energetico degli edifici in tutte le località trarrà vantaggio dalle tecnologie delle finestre di nuova generazione. Le finestre fotovoltaiche, forse in modo non intuitivo, offrono a località temperate come New York City più energia/CO2 risparmi rispetto a città più soleggiate come San Diego”.

Harmony Energy Income Trust porta online il più grande sistema di accumulo in Europa

accumulo scala utility uk
Credit: Harmony Energy

Il più grande sistema di accumulo di energia a batteria d’Europa (per MWh) situato nell’East Yorkshire è operativo.

Sviluppato da Harmony Energy Limited, utilizzando un sistema Tesla Megapack da 2 ore, il progetto Pillswood, vicino a Hull (regione dello Yorkshire), ha la capacità di immagazzinare fino a 196 MWh (megawattora) di elettricità in un singolo ciclo.

Questa è abbastanza energia per alimentare circa 300.000 case nel Regno Unito per due ore. Il progetto fornirà servizi di bilanciamento critici alla rete elettrica britannica, consentendo anche la sostituzione dei combustibili fossili con energia rinnovabile.

Il sito si trova adiacente alla sottostazione Creyke Beck di National Grid, lo stesso punto di connessione proposto per le fasi “A” e “B” del più grande parco eolico offshore del mondo, Dogger Bank, che entrerà in funzione nella prima fase nell’estate del 2023 .

Le batterie consentono a National Grid di massimizzare l’efficienza dei parchi eolici riducendo la quantità di tempo in cui un parco eolico debba essere “ridotto”, a causa di squilibri tra domanda e offerta o vincoli di rete.

La costruzione del progetto Pillswood è stata gestita da Tesla. Il progetto era originariamente previsto per diventare operativo in due fasi nel dicembre 2022 e nel marzo 2023, ma il calendario è stato accelerato per consentire a entrambe le fasi di entrare in funzione questo mese, in tempo per supportare National Grid nei suoi sforzi per fornire energia stabile e sicura alle famiglie del Regno Unito nel difficile periodo invernale.

Il progetto sarà gestito tramite Autobidder, la piattaforma di trading algoritmico di Tesla, che ha dimostrato una solida esperienza negli ultimi due anni nella gestione dei progetti Holes Bay e Contego, due progetti esistenti di accumulo di batterie sviluppati anche da Harmony Energy Limited in collaborazione con FRV.

Peter Kavanagh, Direttore di Harmony Energy, ha dichiarato: “Il completamento e l’energizzazione dello schema Pillswood, il più grande del suo genere in Europa per capacità energetica, è una pietra miliare significativa per Harmony Energy Income Trust, essendo il primo di sei progetti simili che il Trust intende da consegnare nel prossimo anno. È anche un risultato significativo per Harmony Energy Limited: questo progetto è il terzo e il più grande progetto di accumulo di energia della batteria che abbiamo sviluppato e consegnato.”

“Tutte le parti interessate hanno riconosciuto l’importanza di raggiungere l’operatività per questo progetto prima dell’inverno e vorremmo ringraziare Tesla, G2 Energy e Northern Powergrid per i loro sforzi nel consegnare il progetto prima del previsto, nonostante un contesto geopolitico e della catena di fornitura globale molto impegnativo.”

Peter ha aggiunto: “I sistemi di accumulo dell’energia della batteria sono essenziali per sbloccare il pieno potenziale dell’energia rinnovabile nel Regno Unito, e speriamo che questo particolare metta in risalto lo Yorkshire come leader nelle soluzioni di energia verde. Questi progetti non sono supportati da sovvenzioni dei contribuenti e svolgeranno un ruolo importante nel contribuire alla transizione Net Zero, oltre a garantire la futura sicurezza dell’approvvigionamento energetico del Regno Unito e una minore dipendenza dalle importazioni di gas dall’estero”.

Boom fotovoltaico nel 2022. GSE “Mai così dopo il 2013”

rapporto GSE fotovoltaico
Credit: GSE. Statistiche sul settore fotovoltaico in Italia – terzo trimestre 2022

Da gennaio a settembre del 2022 il fotovoltaico in Italia è cresciuto del 7,1%. A riportarlo, InFotovoltaico, la pubblicazione GSE che mostra i trend del settore in tempo reale

Negli ultimi 9 mesi il fotovoltaico nel nostro Paese è cresciuto del 7,1%, portando la produzione 2022 a 1,6GW e un aumento di 12mila impianti. A riportare i dati è InFotovoltaico, il report elaborato dal Gestore dei Servizi Energetici che raccoglie di dati trimestrali e ne fa un’elaborazione statistica per raccontare lo stato di salute del settore in Italia.

Secondo il Gestore si registra una crescita importante negli ultimi mesi, con livelli che non si raggiungevano dal 2013.

Report più puntuali per orientare le politiche sul fotovoltaico

Nei primi nove mesi dell’anno abbiamo già doppiato il 2021 per quanto riguarda l’installazione di nuovi impianti e la capacità di energia raggiunta. Secondo l’analisi statistica del GSE il tasso di crescita raggiunto è pari solo a quello del 2013, anno dell’ultimo Conto Energia.

Il report è uno strumento voluto dal GSE per mettere in maggiore relazione l’analisi delle prestazioni energetiche degli addetti ai lavori con la contemporaneità, diminuendo il tempo tra il momento in cui vengono raccolti e quelli in cui vengono resi pubblici i dati, così da garantire analisi più tempestive.

La cadenza trimestrale, secondo il GSE, ha l’obiettivo di rendere il rapporto uno strumento ulteriore per la valutazione delle politiche energetiche, mettendo il nostro Paese in condizione di adeguarsi alle evoluzioni in maniera puntuale.

I dati sul fotovoltaico aggiornati a settembre 2022

L’edizione appena pubblicata riporta i dati raccolti fino al 30 settembre 2022 e racconta di uno sviluppo molto vivace del fotovoltaico in Italia. In soli nove mesi sono infatti stati installati più di 12mila impianti di dimensioni grandi e piccole, con la produzione di 16GW di energia solare.

La crescita rispetto allo scorso anno arriva a un +7,1%; se invece guardiamo solo alle installazioni, supera il 12%. La produzione complessiva è di poco al di sotto dei 24 Twh, cioè più 12% rispetto al 2021.

Il 35% del fotovoltaico installato nel nostro Paese è situato in impianti a terra, con una copertura di 15.800 ettari, mentre il restante 65% è collocato su edifici, tetti e coperture. Di natura industriale 51% degli impianti; il 20% viene dal settore terziario, il 18% da quello residenziale e l’11% proviene invece dall’agricoltura.

In arrivo gli incentivi per rinnovabili e dispositivi di accumulo

invitalia
Logo Invitalia

Dal prossimo lunedì, 28 novembre, sarà possibile richiedere gli incentivi per la realizzazione dei dispositivi di accumulo di energia rinnovabile

Riaprirà lunedì prossimo, 28 novembre, alle 12:00, lo sportello telematico Invitalia attraverso il quale sarà possibile chiedere gli incentivi per le rinnovabili e i dispositivi di accumulo, la cui erogazione avverrà attraverso i Contratti di sviluppo. Per la produzione di batterie, pannelli fotovoltaici e turbine saranno messi a disposizione delle imprese 360 milioni di euro.

Incentivi per la produzione di rinnovabili e sistemi di accumulo

La filiera delle rinnovabili del nostro Paese necessita di una serie di interventi di rafforzamento, a partire dalla catena di produzione di componenti e dispositivi di accumulo. Per questo, una ampia porzione del PNRR è stata destinata proprio alle green tech, definendo linee di intervento che facciano crescere il settore in Italia.

Proprio il PNRR prevede infatti che entro il 31 dicembre 2025 la nostra capacità fotovoltaica passi da 200 MW all’anno ad almeno 2GW.

Gli incentivi ammontano a 1.000 milioni di euro, destinati a tre ambiti di investimento:

– produzione di nuove tecnologie fotovoltaiche ad alto rendimento;

– fabbricazione di turbine eoliche di taglia medio-grande;

– produzione di sistemi di accumulo a batteria.

Sarà possibile fare domanda fino alle 17.00 del 28 febbraio 2023.

La destinazione degli incentivi è legata ai Contratti di sviluppo, strumenti introdotti nel 2008 dall’allora governo ed entrati in vigore nel 2011, a sostegno degli investimenti nei settori strategici, innovativi e delle produzioni di dimensioni più grandi.

I Contratti di Sviluppo hanno visto un nuovo finanziamento  dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex Sviluppo economico), mentre la loro attuazione sarà delegata a Invitalia.

Gli incentivi arriveranno attraverso agevolazioni fiscali alle imprese, o attraverso supporto nelle spese legate a ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Trina Solar e GP JOULE festeggiano il completamento del parco solare Klettwitz da 170 MW in Germania

completamento parco solare germania
Il parco solare Klettwitz da 170 MW nel Brandeburgo, in Germania, è stato recentemente completato, convertendo un'ex terreno dismesso in una centrale elettrica a energia rinnovabile. Il progetto è alimentato dai moduli bifacciali Trina Solar Vertex. Fonte: GP JOULE

Trina Solar Co., Ltd. (“Trina Solar” o la “società”), uno dei principali fornitori globali di soluzioni globali per il fotovoltaico e l’energia intelligente, ha recentemente collaborato con GP JOULE per completare la seconda fase di un grande parco solare su grande scala a Klettwitz, Germania.

Il parco solare è alimentato interamente da moduli fotovoltaici bifacciali Trina Solar Vertex, i suoi due impianti hanno una capacità installata totale di 170 megawatt. Come parte del progetto, Trina Solar ha consegnato 163.000 pannelli Vertex, 80 MW, per la seconda fase. Ciò segue la fase 1 del progetto, un array da 90 MW, che è stato completato nel maggio 2022.

Trina Solar è all’avanguardia nel settore dell’energia solare, fornendo soluzioni che aiutano a transitare il mondo verso un consumo energetico a zero emissioni. In Europa, l’azienda ha stretto una partnership con lo sviluppatore GP JOULE, sostenendo i loro sforzi per convertire i terreni dismessi da bonificare (brownsite) per usi ecocompatibili. Un brownsite è un’area di terreno sfruttata precedentemente da una attività che la ha potenzialmente inquinata. I siti che un tempo ospitavano discariche, discariche di rifiuti tossici o miniere a cielo aperto, sono difficili da riqualificare perché il suolo è contaminato, rappresentando un rischio per le persone e la fauna selvatica.

La miniera di Klettwitz nel villaggio di Schipkau nel Brandeburg,o è una delle più grandi aree dismesse in Europa e GP JOULE è stata incaricata di convertirla in un parco solare, per aiutare ad alimentare la comunità vicina in modo più sostenibile. Questa particolare miniera era grande e ha funzionato dal 1914 al 2018. Il sito ha un elevato livello di contaminazione e si trova vicino a Berlino, la capitale altamente popolata della Germania.

Il solare sui siti in conversione è un ottimo modo per riutilizzarli. Con gli innovativi moduli Vertex di Trina Solar, il sito offre un contributo più positivo all’ambiente. Dopo il completamento della fase 2, si prevede che il sito genererà 173.000 megawattora di energia solare all’anno, risparmiando oltre 120.000 tonnellate di CO2.

“Progetti ad alte prestazioni come questo qui a Klettwitz aprono la strada alla transizione energetica e alla protezione del clima. Ci basiamo su una collaborazione affidabile con partner forti come Trina Solar”, afferma Meik G. Gessner, amministratore delegato dell’ingegneria degli impianti presso GP JOULE EPC.

I moduli bifacciali Vertex di Trina Solar possono assorbire l’energia solare da entrambi i lati, il che aumenta la produzione di energia fino al 30%. Sono altamente affidabili e funzionano bene in condizioni di scarsa illuminazione, il che li rende ideali per luoghi con una maggiore frequenza di giornate nuvolose. La loro robusta struttura a doppio vetro li rende il pannello ideale per condizioni ambientali difficili.

GP JOULE ha utilizzato i moduli Trina Solar in progetti precedenti e ha lavorato ad altre conversioni di brownsite in tutta Europa. Utilizzando questi moduli, GP JOULE ha riabilitato con successo un sito precedentemente contaminato trasformandolo in un generatore di corrente che ridurrà significativamente le emissioni di carbonio.

Questo progetto fa parte di un impegno più ampio per un futuro più verde. Gonzalo de la Viña, Presidente EMEA di Trina Solar, plaude a questo grande sviluppo per la regione: “Quando si tratta di riallocare e riabilitare ex siti dismessi, gli impianti solari nei siti di conversione sono un must assoluto. I nostri moduli Vertex offrono molti vantaggi a qualsiasi paese, città o comune che desideri convertire un brownsite contaminato. Attraverso l’innovazione, l’efficienza e l’impegno per l’eccellenza, Trina Solar ha raggiunto nuovi livelli di abilitazione alla riabilitazione ambientale”.

La prima produzione pilota di fotovoltaico silicio-perovskite in Europa

perovskyte silicio tandem
Immagine di repertorio. Schema di cella semi trasparente: Perovskyte in "tandem" ad altri strati. Credit Depositphotos

In Germania ci sarà la prima linea di produzione di fotovoltaico in tandem silicio-perovskite di tutta Europa

Dai laboratori di ricerca dell’Helmholtz-Zentrum di Berlino e Qcells, arriva l’innovazione che porterà in Germania la prima linea di fotovoltaico con tecnologia tandem silicio-perovskite.

Sappiamo già dalla ricerca sul solare che questo tipo di tecnologia può garantire elevati rendimenti in termini di efficienza, toccando e talvolta superando il 30%. Basare su queste cifre la produzione di celle e pannelli solari vorrebbe dire fare un altro passo verso una reale competitività del fotovoltaico, ma se in laboratorio tutto sembra funzionare, bisogna intervenire sulla produzione e rendere scalabile una tecnologia che in condizioni protette promette grandi avanzamenti.

Portare il fotovoltaico in silicio-perovskite dai laboratori di ricerca a una vera produzione industriale

È proprio l’obiettivo del progetto “Pepperoni”, un investimento quadriennale di ricerca e innovazione tecnologica proposto da un consorzio di 17 partner in tutta l’Unione, che si è aggiudicato il cofinanziamento del programma Horizon Europe.

La partnership è composta da gruppi di studiosi e industrie divisi su 12 paesi europei, coordinati  dall’Helmholtz-Zentrum Berlin e da Qcells. L’obiettivo? Produrre una prima linea pilota di fotovoltaico tandem in silicio e  perovskite.

La produzione avverrà nella sede di Thalheim di Qcells; proprio da Qcells infatti arriva la nuova tecnologia a partire dalla quale sarà possibile costruire le celle. Si chiama Q.ANTUM e costituirà l’unità inferiore in silicio dei pannelli, è un trattamento specifico per la parte posteriore delle celle realizzato con un processo di rivestimento che ricorda il funzionamento di uno specchio: la porzione di luce che risulterebbe persa viene riflessa da un dispositivo che la usa per produrre più elettricità, e la dotazione di una serie di contatti laser specifici migliora le proprietà elettriche.

Secondo i ricercatori che stanno lavorando al progetto si potrebbe arrivare a livelli di efficienza inediti in Europa. Per rendere scalare la tecnologia il primo passo sarà intervenire sulla perdita di efficienza che potrebbe essere generata dalla riduzione delle dimensioni delle celle: questo avverrà attraverso l’innovazione delle materie e delle apparecchiature. Il progetto condotto dal consorzio PEPPERONI lavorerà allo sviluppo di processi e strumenti per realizzare e deporre film sottili e per stabilizzare le perovskiti attraverso una serie di studi su prestazioni ed efficienza.

Alla fine del progetto, l’obiettivo del consorzio è creare le condizioni per costruire una catena di fornitura che porterà la tecnologia del fotovoltaico in silicio e perovskite dai laboratori alle fabbriche.

Monitorare l’efficienza del fotovoltaico con una piattaforma interattiva

grafico storia efficienza fotovoltaico
Screenshot del sistema interattivo di NREL

Il  National Renewable Energy Laboratory ha sempre monitorato le evoluzioni dell’efficienza di conversione del fotovoltaico attraverso il Best Research-Cell Efficiency Chart. Da oggi il grafico diventa interattivo.

A partire dal 1976 il National Renewable Energy Laboratory ha monitorato l’andamento dell’efficienza di conversione nel settore fotovoltaico attraverso il Best Research-Cell Efficiency Chart, un grafico in grado di restituire progressi, arresti e soluzioni che hanno caratterizzato e caratterizzano la ricerca per quanto riguarda il mondo della produzione di energia solare.

Guardando al grafico è possibile ripercorrere quarantasei anni di progressi, dalle celle multigiunzione all’introduzione del silicio cristallino, dalle pellicole in CIGS o CdTe alle innovazioni più recenti come la perovskite o i punti quantici: l’intero percorso che ha incrementato l’efficienza di conversione trasformando il fotovoltaico nella tecnologia che conosciamo oggi, è stato impresso sul Best Research-Cell Efficiency Chart.

La storia del fotovoltaico in un grafico

Il Best Research-Cell Efficiency Chart disegna (letteralmente) la storia delle tecnologie che rendono possibile la produzione di energia solare, monitorando gli sviluppi dell’efficienza di conversione del fotovoltaico.

Per entrare nel grafico però non basta sperimentare nuove tecnologie: l’accesso è determinato dagli esiti di una serie di esami dei rendimenti, effettuati da centri di ricerca indipendenti, che devono attestare che l’innovazione proposta è effettivamente un avanzamento inedito per la categoria cui si applica.

La tendenza rappresentata dal grafico è di un continuo incremento, il cui apice è rappresentato in questo momento da un’innovazione realizzata dagli stessi ricercatori del National Renewable Energy Laboratory: le celle solari tandem a quattro giunzioni. Per quanto riguarda l’efficienza di conversione, queste raggiungono una quota del 47,1%, con una concentrazione di 143 soli. Se si guarda invece alle tecnologie senza concentrazione la performance migliore è quella di un’altra invenzione del NREL, le celle a tripla giunzione, con il loro 39,46%.

Il grafico diventa interattivo

Le informazioni raccolte dal grafico sono state fino a ora statiche: era possibile accedere ai dati su quanto rende un determinato tipo di cella e al nome della casa produttrice, scaricando un fascicolo in PDF. A partire da ieri, invece, il NREL ha dato la possibilità di elaborare grafici specifici, concentrati su tecnologie a scelta dell’utente o di esaminare i rendimenti e l’efficienza di conversione dei diversi moduli fotovoltaici per periodi definiti di tempo: il Best Research-Cell Efficiency Chart è divenuto interattivo. In questo modo sarà possibile andare oltre i semplici dati di efficienza di conversione ed esplorare le relazioni tra questi e le evoluzioni del fotovoltaico.

Powin e Akaysha Energy lanciano la batteria più potente del mondo

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Credit: Powin. L'immagine è una vista indicativa della struttura una volta completata.

Negli impianti della vecchia centrale elettrica di Munmorah, in Australia, entrerà in funzione la batteria più potente del mondo, in grado di generare 1680MWh di capacità di energia. Il progetto sarà realizzato da Powin e  Akaysha Energy.

L’americana Powin svilupperà in Australia la batteria più grande del mondo. Il progetto Waratah Super Battery (WSB) sarà collocato nella vecchia centrale elettrica di Munmorah, un impianto a carbone che fornisce alla capitale 1400MW.

Powin metterà a disposizione apparecchiature che raggiungeranno 850MW di potenza e 1680MWh di energia elettrica, battendo ogni record esistente. Il progetto fa parte del System Integrity Protection Scheme (SIPS) e sarà un ammortizzatore per garantire stabilità alla rete elettrica.

Siamo onorati di essere stati selezionati da Akaysha per fornire la batteria più potente del mondo“, ha detto Geoff Brown, CEO di Powin. “Questo è un momento cruciale per l’industria, mentre iniziamo a sostituire le centrali elettriche che emettono carbonio, con sistemi di stoccaggio dell’energia più puliti, più efficienti e veloci.

La batteria più potente del mondo, made in USA, installata in Australia

La Powin (Global energy storage platform provider Powin LLC) fornirà alla società Akaysha Energy una sistema di stoccaggio a batteria della capacità di 1.68GWh, che servirà ad alimentare progetto Waratah Super Battery (WSB) nel New South Wales (NSW).

Il NSW ha infatti selezionato la Akaysha, società del gruppo BlackRock, per lo sviluppo del progetto: un sistema di stoccaggio in grado di generare almeno 700MW. Per realizzarlo Powin fornirà 2.592 segmenti energetici e 288 sistemi di conversione di potenza, prodotti dalla controllata della società EKS Energy.

In capo a Powin anche la fornitura di un accordo di servizio per migliorare l’affidabilità, l’efficienza e la quantità di energia fornita dalla batteria, che resterà in vigore 20 anni.

Il progetto avrà la finalità di sbloccare la capacità di trasferimento latente, integrando l’energia rinnovabile e garantendo l’affidabilità complessiva della rete per garantire a  Sydney, Newcastle e Wollongong l’accesso all’energia attraverso diversi generatori, così da evitare interruzioni.

La batteria più grande del mondo sarà in funzione a 100km da Sydney, i lavori – previa approvazione – inizieranno nel 2023 per terminare – da programma – nel 2025.

La comprovata capacità di Powin di implementare sistemi di accumulo dell’energia su larga scala insieme all’impareggiabile sistema di conversione dell’energia di EKS Energy, alle capacità di controllo dell’impianto e all’ingegneria dei sistemi hanno reso questa una decisione facile per selezionare Powin come nostro partner tecnologico,” ha dichiarato Nick Carter, amministratore delegato di Akaysha Energy. “Insieme, Powin e EKS sono una delle poche aziende meglio posizionate per soddisfare gli elevati standard di prestazioni degli operatori di rete australiani, poiché la loro piattaforma integrata verticalmente che combina i controlli hardware e software consente tempi di risposta senza precedenti e la conformità alla rete.

Il progetto è indipendente dall’accordo tra Akaysha e Powin, annunciato nell’agosto 2022, sulla fornitura di 1,7 Gwh.

Intelligenza artificiale e fotovoltaico: da ENEA e TeaTek il progetto MARTA

fotovoltaico intelligente
Credit: Pixabay

Un investimento di 4,6 milioni di euro ha dato vita a MARTA, la piattaforma di intelligenza artificiale ENEA e TeaTek in grado di monitorare e gestire gli impianti di fotovoltaico nell’ottica dell’ottimizzazione della produzione

ENEA e TeaTek lanciano il primo progetto di applicazione dell’intelligenza artificiale al fotovoltaico per monitorare consumi e produzione. L’intervento ha visto uno stanziamento di 4,6 milioni di euro per la definizione di nuovi algoritmi in grado di ottimizzare la produzione energetica solare. Girolamo di Francia, responsabile del Laboratorio ENEA, ha raccontato la necessità del progetto MARTA spiegando che il fotovoltaico è ormai una tecnologia matura e definita, per cui la ricerca si può concentrare su come rendere più semplice la diffusione e migliore la gestione, sia verso i piccoli utenti sia rispetto alle grandi centrali di produzione.

MARTA: l’intelligenza artificiale applicata al fotovoltaico

In tempi di transizione energetica è indispensabile curare ogni aspetto della crescita del settore delle energie rinnovabili, e in particolare l’innovazione di MARTA potrebbe rendere il fotovoltaico smart attraverso l’innovazione digitale. MARTA (Monitoraggio e gestione Avanzata in Rete di impianTI fotovoltAici) è una piattaforma finanziata attraverso una sovvenzione di 4,6 milioni di euro da parte dell’ex Ministero per lo Sviluppo Economico, ora Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il progetto, gestito da ENEA e dal gruppo TeaTek, coinvolgerà una rete di partner per costruire strumenti e tecnologie intelligenti per la gestione dei sistemi fotovoltaici. L’obiettivo è trovare modalità per semplificare il piano operativo e aumentare la produzione. 
“La collaborazione stretta con un importantissimo organo di ricerca come ENEA – ha dichiarato Felice Granisso, CEO del gruppo TeaTek – permette alla nostra azienda di misurarci con le tecnologie più innovative, ed è una sfida esaltante poter lavorare ad un prodotto che, ci auguriamo, partendo dall’Italia, possa avere una diffusione nel mercato globale”.

Il primo obiettivo sarà costruire una serie di dispositivi IoT, sensori connessi in rete che verranno applicati ai pannelli fotovoltaici per monitorarne il funzionamento. I dati raccolti saranno la base per la costruzione di nuovi algoritmi che consentiranno di applicare l’intelligenza artificiale al fotovoltaico per capire come renderlo più efficiente, attraverso l’ottimizzazione della produzione e la riduzione delle perdite.

Il progetto prevede la strutturazione di una vera e propria piattaforma informatica, a disposizione dei gestori di grandi impianti ma anche delle comunità energetiche e dei singoli cittadini, che potranno, attraverso un’app gratuita, avere accesso a tutte le informazioni sul funzionamento e la gestione degli impianti.

X3Energy sigla una partnership con l’azienda leader mondiale del solare termico, Naked Energy

solare termico
Credit: Pixabay

La società italiana X3Energy, attiva da più di dieci anni nel settore dell’efficienza energetica e mobilità sostenibile in Italia e negli Stati Uniti, annuncia oggi la partnership con la società britannica di progettazione e ingegneria solare termica Naked Energy.

Si tratta di un ulteriore ampliamento dell’offerta di energia pulita di X3Energy che da oggi distribuirà i prodotti di Naked Energy legati al solare termico e al fotovoltaico termico. L’azienda offre una vasta gamma di prodotti in grado di aiutare, attraverso l’efficienza energetica, i propri clienti, che da ora potranno trarre vantaggio dalle forniture di un gruppo leader nel settore del solare termico, unica fonte rinnovabile che abbatte in modo diretto il consumo di gas naturale.

La gamma di prodotti Virtu di Naked Energy contribuirà a rendere il fabbisogno energetico del settore manifatturiero italiano adatto alle sfide del futuro. Le industrie manifatturiere, insieme ad alberghi, aziende del settore food and beverage e gruppi del comparto tessile potranno da oggi beneficiare dei prodotti Naked Energy forniti da X3Energy, grazie a un’ampia offerta che garantirà loro l’accesso a un’energia più pulita ed efficiente, con particolare attenzione alla fornitura di riscaldamento a basso costo e a basse emissioni di carbonio.

L’accordo è finalizzato anche a rafforzare ulteriormente la posizione dell’azienda britannica nel mercato italiano, avendo prodotto la loro tecnologia Virtu in Italia già dal 2018 con i leader del settore Jabil.

Il collettore solare termico VirtuPVT di Naked Energy combina il solare fotovoltaico (PV) e la tecnologia solare termica per generare elettricità e calore da un singolo collettore solare, permettendo un risparmio di carbonio fino a 3,5 volte per m2 in più rispetto al solare fotovoltaico convenzionale. L’utilizzo di uno stesso collettore per la produzione combinata di calore ed energia, insieme alla sua struttura modulare, permette di ridurre i costi dei materiali e dell’installazione, catturando molta più energia utile rispetto ai pannelli fotovoltaici convenzionali.

Il collettore solare termico VirtuHOT, invece, ha recentemente ricevuto la certificazione internazionale TÜV gold standard. Entrambe le tecnologie si stanno dimostrando determinanti alla decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento e forniranno ai clienti X3Energy energia pulita ed efficiente.

Giovanni Baroni, fondatore e amministratore delegato di X3Energy, dichiara: “Siamo entusiasti di aggiungere i prodotti solari termici all’avanguardia di Naked Energy al nostro elenco di tecnologie pulite. Mentre l’Italia inizia ad aumentare i propri sforzi per rendere l’energia più verde, è fondamentale riconoscere l’importanza di decarbonizzare il riscaldamento. Essere in grado di offrire alle aziende i prodotti Virtu è un enorme passo che va nella giusta direzione. Ci impegniamo a rendere i futuri sistemi di riscaldamento più puliti ed efficienti con la nostra offerta integrata e ad aiutare le aziende di tutto il paese a decarbonizzare il loro riscaldamento”.

Jonny Williams, Strategy and Partnership Lead di Naked Energy, afferma: “L’Italia sta entrando in una fase cruciale del suo passaggio alle energie rinnovabili. Siamo orgogliosi di annunciare questa partnership con X3Energy che fornisce servizi alle eccellenti industrie manifatturiere italiane, ai produttori di generi alimentari, agli hotel e alle strutture ricreative di alta qualità”.

La partnership sosterrà inoltre l’Italia nel raggiungimento dei suoi ambiziosi obiettivi in materia di energie rinnovabili. Il Paese punta a raggiungere il 30% del consumo totale di energia e il 55% della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili – come il solare termico – entro il 2030.

Un recente report del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), intitolato “Monitoraggio degli impatti economici e occupazionali delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica”, ha dimostrato che il settore contribuisce positivamente anche all’occupazione. Nel 2021 gli impianti di energia rinnovabile hanno già sostenuto migliaia di posti di lavoro in Italia – secondo l’analisi del GSE – con il settore specifico delle rinnovabili termiche che ha visto un’importante crescita del mercato, generando nel 2021 circa 29mila ULA dirette e indirette (in cui una ULA rappresenta la quantità di lavoro prestato nell’anno da un occupato a tempo pieno).