C’è l’accordo sulle rinnovabili in Europa: anche il Consiglio punta a più del 42%

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Foto di NoName_13 da Pixabay

Parlamento UE e presidenza svedese del Consiglio hanno raggiunto l’accordo sulle rinnovabili in Europa: obiettivo per il 2030 produzione al 42,5%, semplificazione delle procedure e riduzione delle emissioni dei trasporti

Il Parlamento Europeo e la presidenza svedese del Consiglio hanno raggiunto l’accordo sulle rinnovabili in Europa: gli obiettivi definiti sono una produzione del 42,5% entro il 2030, con l’obiettivo di arrivare al 45 per gli Stati membri, la semplificazione e velocizzazione delle procedure di autorizzazione per le nuovi centrali elettriche rinnovabili o per l’adattamento di quelle già esistenti, siano esse solari o eoliche, e la riduzione del 14,5% delle emissioni di gas serra provenienti dal settore dei trasporti.

Il testo, approvato oggi, punta ad allineare la politica energetica UE alle pianificazioni del Green Deal e di REPowerEU.

“Sono contento che ci siamo riusciti. Il Consiglio ha ampiamente sostenuto i nostri ambiziosi obiettivi”, ha detto Markus Pieper (PPE, DE), eurodeputato capo della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia. “Ecco come può avere successo la transizione energetica. Questa direttiva sulle energie rinnovabili è un grande successo. Porta più energia rinnovabile, più protezione del clima e un’espansione più semplice e quindi più rapida delle energie rinnovabili in Europa. Questo ci avvicinerà agli obiettivi climatici di Parigi e ridurrà la nostra dipendenza dagli altri.”

L’accordo sulle rinnovabili è al momento informale e dovrà essere approvato sia in sede di Parlamento che in Consiglio d’Europa, mentre la commissione per l’industria, la ricerca e l’energia lo voterà nel corso della sua prossima riunione.

Il nuovo accordo sulle rinnovabili in Europa

Il nuovo accordo sulle rinnovabili in Europa prevede una riduzione dei tempi di autorizzazione: gli Stati UE avranno al massimo 18 mesi per approvare i nuovi impianti se la loro collocazione è nelle “zone di destinazione delle energie rinnovabili”. 27 i mesi concessi per gli impianti proposti al di fuori delle suddette zone.

Prevista anche una importante riduzione delle emissioni climalteranti prodotte dal settore dei trasporti: l’accordo tra Consiglio e Parlamento ambisce a un taglio del 14,5%, ottenuto mediante l’utilizzo di biocarburanti o combustibili rinnovabili non biologici, come l’idrogeno, in tutta Europa.

Ogni Stato membro, inoltre, deve dare spazio all’innovazione tecnologica delle rinnovabili. Le tecnologie innovative dovranno rappresentare almeno il 5% della nuova capacità installata. Oltre a questo, bisognerà creare un quadro vincolate per progetti di interscambio energetico transfrontaliero.

L’accordo ha incluso anche la necessità di istituire criteri più severi per l’utilizzo della biomassa, che va raccolta tutelando il suolo e la biodiversità da impatti negativi.

“I negoziati sono stati estremamente difficili – ha detto l’eurodeputato capo della commissione Ambiente Nils Torvalds (Renew, FI) – Sono passati quasi due anni da quando abbiamo iniziato ad analizzare la proposta originale della Commissione e il mondo sembrava completamente diverso. La guerra in Ucraina ha fatto sì che le parti negoziali cambiassero posizione molte volte, ma siamo riusciti a raggiungere un risultato accettabile per tutte le parti negoziali e a garantire che l’UE rispetti i suoi obblighi in materia di clima.”