L’Australia del Sud deriva più dell’80% dell’energia dalle rinnovabili

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Foto di Briam Cute da Pixabay

Secondo i dati di OpenNEM, in Australia Meridionale le energie rinnovabili derivanti dal sole e dal vento rappresentano più dell’80% della quota totale dell’ultimo trimestre 2022.

L’Australia del Sud è un modello per le rinnovabili, con una quota di risposta al fabbisogno della popolazione che, nell’ultimo trimestre del 2022, ha superato l’80%.

In Australia meridionale le rinnovabili oltre l’80%, prossimo obiettivo: 100%

L’estate australiana si è conclusa la scorsa settimana e, tra il 1 dicembre e il 28 febbraio, le energie rinnovabili derivate dal sole e dal vento hanno rappresentato l’80,1% della risposta alla domanda locale (regione meridionale). I dati forniti da OpenNEM si riferiscono all’ultimi trimestre del 2022, dal 1 ottobre al 31 dicembre, è confermano il ruolo del Paese come leader mondiale per eolico e solare: in nessun altro luogo, al mondo, sfiora queste cifre.

Gran parte della produzione estiva è stata derivata dall’energia eolica, che è arrivata a quota 46%, mentre il solare si è attestato al 26% nonostante il fatto che la produzione fosse solo diurna. Il dato rilevante è che la quota era di appena il 2,6% nell’estate tra il 2007 e il 2008.

In meno di un decennio il Paese è riuscito a eliminare il carbone e marginalizzare la quota derivata dal gas, che si prevede sparirà entro pochi anni anche grazie alla riduzione drastica delle importazioni.

L’Australia del Sud è riuscita dunque a minimizzare il contributo delle energie fossili e virare su un approvvigionamento pulito senza ricorrere al nucleare e senza compromettere la sicurezza energetica regionale: secondo una valutazione dell’Australian Energy Market Operator è lo Stato con il minore gap di affidabilità, e che meglio si è destreggiato di fronte alla crisi dei prezzi del gas.

L’obiettivo del governo federale adesso è arrivare a una quota dell’82% di rinnovabili, con il contributo dell’idroelettrico, per il mercato nazionale, specie per gli stati orientali e la Tasmania.

Secondo Reneweconomy il modello australiano si basa sull’importante “cambio di passo” condotto da AEMO nell’elaborare il Piano di Sistema Integrato che ha condotto a un rapido phase out dal carbone, con investimenti massicci in impianti eolici, solari e di stoccaggio, oltre che in linee di trasmissione.

A questo punto l’asticella degli obiettivi continua a salire: mentre l’Australia Meridionale punta a portare il suo 80% di rinnovabili alla quota del 100% netto entro cinque anni, Victoria ha come target il 95% entro il 2035, anno entro il quale prevede la chiusura di tutti i generatori a lignite.