Pannelli fotovoltaici più accessibili sono soggetti a maggiore degradazione?

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usura fotovoltaico non degrada
Credit: dimitrisvetsikas1969 su Pixabay

Una ricerca prodotta negli Stati Uniti ha analizzato le ultime evoluzioni dei pannelli fotovoltaici per verificare se c’è una variazione del tasso di degradazione sopratutto rispetto a quelli più economici

Una ricerca prodotta negli Stati Uniti ha analizzato le ultime evoluzioni dei pannelli fotovoltaici e varie fasce di prezzo, per verificare in che misura li rendessero soggetti a maggiore o minore degradazione.

Pannelli fotovoltaici economicamente più accessibili sono soggetti a maggiore degradazione?

L’energia solare è una delle tecnologie più economiche e innovative di questa fase storica, questo la rende in costante crescita e miglioramento, soprattutto dal punto di vista dell’accessibilità.

Negli ultimi 12 anni il prezzo di un pannello solare è sceso dell’85% grazie soprattutto alle economie di scala e all’automazione della produzione.

Una serie di innovazioni del design delle cellule e nella definizione delle componenti hanno fatto il resto, ma quanto questo incide sulla durata di un impianto? Lo studio di un gruppo di ricercatori negli Stati Uniti si è interrogato proprio circa l’incidenza delle innovazioni tecnologiche sulla degradazione dei pannelli fotovoltaici, mettendo a confronto 13 diversi tipi di modulo.

Lo studio è stato avviato nel 2017 dagli scienziati dei Sandia National Laboratories, che hanno analizzato l’efficienza di 834 pannelli di 13 diversi tipi e 7 produttori per verificarne le prestazioni in condizioni reali: seppure il mercato del settore sia in forte crescita – hanno spiegato dal team – non ci sono molti dati sul lungo termine dell’applicazione delle nuove tecnologie.

Il tasso di degradazione dei pannelli fotovoltaici non è variato

A questa mancanza di dati risponde la ricerca in questione, che ha verificato i tassi di degradazione dei pannelli testandoli per cinque anni di seguito in tre diversi scenari climatici: il New Mexico, il Colorado e la Florida. I risultati, pubblicati da poco, mostrano diversi livelli di degradazione, variabili temporalmente in maniera non lineare e, per alcune tipologie specifiche, sono state registrate anche delle variazioni stagionali.

Il tasso di degradazione medio si è attestato intorno al -0,58% l’anno, in linea con i numeri dei modelli più vecchi, mentre di 23 pannelli fotovoltaici studiati almeno sei avevano tassi di degradazione che avrebbero potuto portarli a superare i limiti posti dalla garanzia.

Nel complesso, i tassi di degrado riscontrati dalla ricerca rientrano nei valori osservati in passato (da ~1979 a ~2014 tecnologie dei moduli) per le tecnologie fotovoltaiche convenzionali più costose (fino all’85%). Pertanto, sebbene i costi siano fortemente diminuiti nell’ultimo decennio, i tassi di degrado dei moduli non sembrano esserne influenzati, almeno per il campione indagato in questo lavoro. Questo è un risultato molto incoraggiante, ma esistono maggiori opportunità per ridurre il tasso di degradazione a livelli che consentano una maggiore durata dei moduli fotovoltaici.

In 13 casi i pannelli hanno mostrato un potenziale di durata di più di 30 anni.

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