Una nuova torre cinese ci porta più vicini alla generazione di energia solare dallo spazio

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fotovoltaico spazio
Credit: Xidian University

Il sistema utilizzerà i satelliti per trasmettere l’energia solare alle stazioni riceventi sulla Terra.

I ricercatori della Xidian University cinese affermano di aver completato i test e l’ispezione di un array di terra che potrebbe aprire la strada all’energia solare spaziale, una tecnologia a lungo annunciata come una potenziale soluzione ai nostri problemi energetici.

I ricercatori della Xidian University hanno condotto con successo un test della “prima centrale solare a collegamento completo” il 5 giugno, secondo una dichiarazionepubblicata dall’università. L’impianto è una struttura in acciaio alta 246 piedi (75 metri) situata nel campus meridionale della Xidian University, ed è dotato di cinque diversi sottosistemi destinati a favorire l’eventuale sviluppo di pannelli solari spaziali.

In teoria, i satelliti potrebbero raccogliere continuamente fotoni dal Sole, convertirli in elettricità utilizzando celle fotovoltaiche e trasmettere in modalità wireless quell’elettricità sotto forma di microonde ai ricevitori sulla superficie, come quello della Xidian University.

Sebbene l’idea suoni come un problema ingegneristico non da poco, in realtà è stata proposta già negli anni ’60 dallo scienziato Peter Glaser. L’energia solare spaziale potrebbe aggirare alcuni dei problemi fondamentali con la raccolta di energia solare qui sulla Terra; non c’è bisogno di aspettare la luce del giorno o il bel tempo per raccogliere l’energia in entrata. Ma come la maggior parte delle soluzioni spaziali ai problemi del mondo reale, i problemi principali sarebbero il costo del lancio di questi satelliti e della costruzione dei collettori solari spaziali, oltre ad alcuni pericolosi ostacoli tecnologici e di sicurezza.

La stazione di terra di nuova costruzione fa parte della proposta di generazione di energia solare dallo spazio chiamata OMEGA, che sta per Orb-Shape Membrane Energy Gathering Array. Una volta costruito e spedito in orbita geostazionaria, OMEGA raccoglierà energia dal Sole, la convertirà in energia elettrica e la trasmetterà alla Terra come microonde tramite un’antenna.

OMEGA è stato proposto per la prima volta nel 2014 da Duan Baoyan della Xidian University School of Electromechanical Engineering e dai suoi colleghi. Due anni prima, la NASA ha annunciato un progetto simile SPS-ALPHA (Solar Power Satellite via Arbitrarily Large Phased Array), che prevede un unico satellite spaziale composto da diversi elementi più piccoli che potrebbero trasmettere energia alla Terra. Baoyan è uno dei ricercatori più importanti della ricerca cinese sugli array di terra, che sarà utilizzata per testare possibili sottosistemi OMEGA, inclusa la conversione della luce solare in energia e la sua trasmissione wireless.

Uno dei risultati più notevoli di OMEGA è che ad oggi i ricercatori sono riusciti a trasmettere energia in modalità wireless sotto forma di microonde su una distanza di circa 55 metri. Questa capacità di trasmettere energia wireless a una stazione ricevente rappresenta un elemento di fondamentale importanza per una futura infrastruttura di energia solare proveniente dallo spazio. Il successo del test di inizio di giugno, mette i ricercatori in anticipo di tre anni rispetto al programma del progetto, secondo il comunicato stampa.

Detto questo, Baoyan ha riconosciuto che la trasmissione diffusa di energia solare spaziale potrebbe essere ancora lontana generazioni dalla sua realizzazione.

L’idea dell’energia solare spaziale è promettente e potrebbe contribuire ad emanciparci dalla nostra dipendenza globale di combustibili fossili. Costruire un sistema così complesso rappresenta una sfida enorme, ma ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui raccogliamo energia.

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