Report 2023 sul mercato elettrico globale

531
IEA
Logo IEA - International Energy Agency

L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha pubblicato l’edizione 2023 report sul mercato elettrico, un’analisi di domanda, offerta, tendenze di mercato, politiche messe in campo ed emissioni, con previsioni fino al 2025.

L’IEA (o AIE) ha pubblicato l’edizione 2023 report sul mercato elettrico, un’analisi con previsioni fino al 2025 e uno studio ulteriore, allegato, che dettaglia l’evoluzione dei mix energetici.

Il documento si concentra sugli sviluppi europei e le crisi energetiche – ultima quella del 2022 -, ma racconta anche della rapida evoluzione che sta compiendo la regione Asia-Pacifico, che vede una crescita rapida della domanda e del settore delle energie pulite.

Secondo lo studio, la crisi dello scorso anno ha appena scalfito la domanda mondiale di elettricità, che è destinata a crescere ulteriormente.

“La crescente domanda mondiale di energia elettrica è destinata ad accelerare, aggiungendo più del doppio del consumo di energia elettrica del Giappone nei prossimi tre anni”, ha detto il direttore esecutivo dell’AIE Fatih Birol. “La buona notizia è che le energie rinnovabili e l’energia nucleare stanno crescendo abbastanza rapidamente da soddisfare quasi tutto questo appetito aggiuntivo, suggerendo che siamo vicini a un punto di svolta per le emissioni del settore energetico. I governi ora devono consentire alle fonti a basse emissioni di crescere ancora più velocemente e ridurre le emissioni in modo che il mondo possa garantire forniture di energia elettrica sicure mentre raggiunge gli obiettivi climatici.”

Report mercato elettrico 2023

Secondo le previsioni elaborate nel documento dall’AIE, l’offerta mondiale di energia elettrica nei prossimi tre anni vedrà un ruolo centrale delle energie rinnovabili che, insieme al nucleare, soddisfano già gran parte dell’aumento della domanda prevista nello stesso periodo. Questo vuol dire, spiega l’AIE, che è improbabile ci sia un aumento significativo delle emissioni di CO2.

Nel 2022, complici i venti di guerra e la crisi dei prezzi energetici, la domanda mondiale è aumentata solo del 2%, mentre per i prossimi anni le previsioni attestano la crescita a una media del 3%. A dettare maggiormente il ritmo di questo aumento ci sono le economie emergenti o in via di sviluppo, che solo prima della pandemia erano attestate al 2,4%: il 70% dell’aumento verrà da Cina, India e Sud-Est asiatico, nonostante le incertezze dovute alle restrizioni cinesi per il Covid.

Contemporaneamente le economie avanzate stanno contribuendo all’aumento della domanda perché basano sull’utilizzo dell’energia elettrica la sostituzione dei combustibili fossili in settori come trasporti, riscaldamento e produzione industriale. Le previsioni del report 2023 sul mercato elettrico affermano che nei prossimi anni nell’Unione Europea calerà la produzione di energia a partire dal gas naturale; la crescita prevista per il Medio Oriente, però, compensa parte di questa diminuzione.

L’aumento dei prezzi del gas naturale durante la crisi energetica ha portato a una crescita del costo dell’elettricità in una serie di mercati, in particolare quello europeo; mentre si prevede un calo nella produzione di energia dal carbone in America ed Europa, è probabile che ci sarà un aumento del suo utilizzo nella regione Asia-Pacifico, quindi, secondo l’Agenzia, dopo aver raggiunto il picco nel 2022 è probabile che le emissioni di CO2 resteranno stabili almeno fino al 2025.

Il report 2023 sul mercato elettrico prevede che la quota di energie rinnovabili nel mix globale crescerà, passando dal 29% del 2022 al 35% nel 2025. Parallelamente, caleranno le quote di gas e carbone, con la conseguenza della diminuzione dell’intensità di CO2 nella produzione di energia globale. Tale intensità, spiega l’AIE, era aumentata a causa di un utilizzo maggiore di carbone e gas in risposta al crollo dell’idroelettrico dettato dalle condizioni di siccità e alla chiusura o manutenzione di numerosi impianti nucleari. Questa fase critica pare esser passata e, stando al report, le emissioni di energia elettrica diminuiranno in media del 10% all’anno fino al 2025.

L’aumento di domanda energetica registrato lo scorso anno è stato molto diverso nelle varie regioni. In India è aumentato fortemente il consumo, mentre in Cina le restrizioni legate al contenimento della pandemia hanno fatto da freno a questo incremento. Anche gli USA hanno registrato un forte aumento della domanda dovuto sia alle attività economiche sia dal consumo domestico, visto che d’estate ha fatto più caldo e d’inverno più freddo.

La domanda UE è diminuita perché lo scorso inverno è stato più mite del solito ed è sceso anche il consumo di elettricità delle industrie che hanno parzialmente ridotto la produzione per l’aumento dei prezzi dell’energia seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. Il calo della domanda del 3,5% è il secondo maggiore dopo la crisi finanziaria del 2009.

Secondo il rapporto, inoltre, domanda e offerta sono e diverranno sempre di più dipendenti dalle condizioni meteorologiche, come nel caso della siccità del 2022 che ha messo in crisi l’idroelettrico in Europa o delle ondate di calore che hanno colpito l’India. Anche le regioni centrali della Cina sono state colpite da siccità e ondate di calore, con la conseguenza dell’aumento delle domanda di aria condizionata, mentre negli Stati Uniti hanno inciso le tempeste invernali che, lo scorso inverno, hanno causato grandi interruzioni di corrente.

Il report 2023 dell’AIE sottolinea che, viste le previsioni di aumento della domanda, la priorità sia la decarbonizzazione del mercato elettrico, la diffusione delle energie rinnovabili e di sistemi di alimentazione e stoccaggio che garantiscano la sicurezza dell’approvvigionamento e la resilienza delle reti.