Le banche globali dedicano solo il 7% dei propri finanziamenti alle rinnovabili

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banca fotovoltaico
Credit: Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay

Uno studio elaborato e diffuso da Sierra Club, Fair Finance International, BankTrack e Rainforest Action Network ha dimostrato che le grandi banche globali mentono rispetto ai finanziamenti alle rinnovabili: tra il 2016 e il 2022 solo il 7% degli investimenti è andato nella direzione degli obiettivi climatici

Solo il 7% dei finanziamenti energetici erogati dalle grandi banche globali è destinato allo sviluppo delle energie rinnovabili. Lo studio pubblicato da Sierra Club, Fair Finance International, BankTrack e Rainforest Action Network lo ha dimostrato, numeri alla mano. Tra il 2016 e il 2022, nonostante dichiarazioni e proclami, le istituzioni finanziarie non hanno investito nel percorso che dovrebbe portarci alla neutralità climatica entro il 2050: prestiti e sottoscrizioni azionarie per l’energia pulita hanno ricevuto “un sostegno finanziario incredibilmente basso”.

Al danno si aggiunge la beffa: da diversi anni i principali attori della finanzia internazionale dichiarano di voler adeguare la propria azione alle necessità del Pianeta. L’ultima volta è successo a Glasgow in occasione della COP, quando la Glasgow Financial Alliance for Net Zero (GFANZ) ha sostenuto pubblicamente la necessità di almeno l’80% investimenti energetici verso le rinnovabili da parte delle banche per il raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030.

“Molte banche sostengono che continuano a fornire finanziamenti per i clienti di combustibili fossili al fine di aiutare quei clienti nella loro transizione climatica – ha detto Adele Shraiman, rappresentante della campagna con la campagna Fossil-Free Finance del Sierra Club – Questi dati mettono in discussione tale affermazione e dimostrano che le banche devono impegnarsi seriamente per finanziare la transizione verso l’energia pulita. Per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi, sappiamo che gli investimenti nelle energie rinnovabili devono aumentare drasticamente in questo decennio. Le banche devono fare passi più grandi per aumentare i loro finanziamenti per le energie rinnovabili e eliminare gradualmente i loro finanziamenti per i combustibili fossili – e in fretta”.

Quali grandi banche hanno investito di meno in finanziamenti alle rinnovabili?

Nessuna delle banche però si avvicina ai requisiti minimi espressi a Glasgow quando destina parte dei propri finanziamenti alle rinnovabili. Lo studio fa nomi e cognomi, smontando operazioni di greenwashing finanziario sempre più frequenti. Si parte dai giganti Citi e JP Morgan Chase, che tra il 2016 e il 2022 hanno dichiarato ai quattro venti i proprio 181 miliardi di investimenti in energia, ma di questi solo una quota del 2% è stata destinata alle rinnovabili. Così come solo il 2% degli investimenti in energia di Barclays è stato per il supporto delle energie pulite. La Royal Bank of Canada ha fatto di peggio, con solo l’1%. Meglio – se così si può dire – Mizuho con il suo 4%, HSBC con il 5 e la francese BNP Paribas con il 7%.

Dal 7% medio nel 2016, la quota di finanziamenti energetici destinati dalle banche allo sviluppo delle rinnovabili, sotto forma di prestiti o obbligazioni, sono divenute il 10% nel 2021, con importi totali bassissimi: 23,2 miliardi di dollari nel 2016, 34m miliardi nel 2021.

Le organizzazioni ambientaliste sono sul piede di guerra, chiedono maggiore responsabilità da parte degli istituti di credito.

April Merleaux, responsabile della ricerca presso Rainforest Action Network ha dichiarato:  “Le istituzioni finanziarie amano parlare della loro presunta leadership climatica, ma i dati parlano più forte: le banche stanno sfruttando i profitti imprevisti derivanti dall’espansione dei combustibili fossili e gli investimenti di cui abbiamo bisogno nello sviluppo di energia pulita. Per evitare il disastro climatico, le istituzioni finanziarie devono prendere ogni misura per allineare le loro attività di finanziamento con obiettivi basati sulla scienza, non pensieri illusori e false soluzioni”. D’accordo con lei Kees Kodde, responsabile del progetto di Fair Finance International: “Le banche continueranno ad aggravare la crisi climatica a meno che regolatori e governi non intervengano. Le banche devono essere costrette ad allineare i loro portafogli a 1,5 gradi e impegnarsi in una transizione energetica giusta che tenga conto degli interessi dei lavoratori e delle comunità colpite”.

La direzione degli investimenti delle grandi banche è chiara. E va invertita.

Ma quanto hanno speso, complessivamente, per finanziamenti energetici? Secondo lo studio, le 60 banche esaminate hanno destinato alle società energetiche complessivamente 2,5 trilioni di dollari negli anni in esame, ma 2,3 trilioni sono andati ad attività fossili e solo 178 miliardi di dollari alle rinnovabili. Paradosso nel paradosso, le banche che hanno investito meno in finanziamenti alle rinnovabili sono proprio i membri di GFANZ.

Quando a Davos è stato chiesto pubblicamente se Citi abbia mai rifiutato di finanziare progetti fossili, la CEO Jane Frase ha risposto: “Abbiamo bisogno di sicurezza energetica e dobbiamo operare su tecnologie più pulite e le due cose, come stiamo vedendo ora, non possono escludersi a vicenda”, anche se, guardando agli investimenti del gruppo, sembra che una netta preferenza sia già stata espressa, e non va nella direzione della transizione ecologica.

Pesanti le critiche dei gruppi di finanzia climatica. Maaike Beenes, responsabile della campagna di BankTrack ha dichiarato: “Dato che il co-presidente di GFANZ Mark Carney ha riconosciuto pubblicamente la necessità di aumentare rapidamente il rapporto di finanziamento verde ad almeno 4 volte quello di finanziamento dei combustibili fossili, è allarmante che i membri di GFANZ hanno infatti finanziato meno energia verde rispetto a quelli al di fuori dell’alleanza. Per fermare la crisi climatica, le banche devono smettere di trascinare i piedi e iniziare a spostare i loro finanziamenti dai combustibili fossili verso l’energia verde.”. Le ha fatto eco Rémi Hermant, analista di Reclaim Finance: “Aumentare i finanziamenti per l’energia pulita e eliminare gradualmente il sostegno ai combustibili fossili sono i due lati dell’equazione del clima. Eppure, i numeri ancora una volta non mentono e le banche stanno drammaticamente fallendo su entrambi. Con tutti i dubbi consentiti sulla sincerità dei loro impegni net-zero, è giunto il momento per le banche di smettere di sostenere l’espansione dei combustibili fossili e impegnarsi a massicci 2025 e 2030 obiettivi di finanziamento pulito”.