Più del 70% delle imprese agricole italiane è interessato all’agrivoltaico

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Credit: Depositphotos

L’indagine su 2632 addetti del settore, di cui il 74% proprietario diretto dei terreni

L’opportunità economica generata dalla possibilità di vendere energia attrae più della metà degli intervistati – Quasi 9 intervistati su 10 ritengono molto importante che siano previsti finanziamenti pubblici per incentivare i sistemi agrivoltaici – Circa metà degli operatori ha solo una conoscenza superficiale del tema

Il 26 maggio, Rinnovabili.it (https://www.rinnovabili.it/), il quotidiano sulla sostenibilità ambientale diretto da Mauro Spagnolo, ha presentato il suo sondaggio sulle posizioni degli operatori agricoli in materia di agrivoltaico. Condotta con la collaborazione di Agro Camera, l’indagine è stata illustrata durante Agrifood Forum 22, il primo evento digitale in Italia interamente dedicato all’alimentazione sostenibile giunto quest’anno alla 2° edizione. L’obiettivo è fornire una panoramica delle posizioni e del livello di conoscenza degli operatori verso le potenzialità di una corretta convivenza tra fotovoltaico e coltivazioni agricole.

L’agrivoltaico consiste nel posizionare i moduli ad una altezza dal terreno superiore a quella dei tradizionali impianti a terra e tale da permettere lo svolgimento continuato di attività agro-zootecniche.

Numerosi studi indicano che questa simbiosi ha delle potenzialità interessanti per alcune colture grazie alla riduzione dello stress termico che si traduce in aumento della resa agricola. Coniugare attività agricole e moduli fotovoltaici è una delle direttrici del potenziamento dell’energia pulita per raggiungere gli obiettivi italiani ed europei della transizione energetica. La Missione 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede 1,1 miliardi di euro di investimenti per la misura “Sviluppo Agro-voltaico”, con l’obiettivo di installare 1,04 GW di impianti. 

Il sondaggio di Rinnovabili.it si basa su un campione di 2632 addetti del settore intervistati. Benché non abbia rilevanza statistica, permette di osservare le tendenze generali circa i possibili sviluppi dell’agrivoltaico in Italia e restituisce un’immagine degli orientamenti che prevalgono nel settore, soprattutto in chi rappresenta imprese agricole italiane (il 61,2% del campione) e tra i proprietari diretti dei terreni (il 74% degli intervistati). I terreni rappresentati sono equamente distribuiti tra pianura e collina (rispettivamente 45,4% e 46,3%) e sono per quasi la metà (il 44,9%) adibiti a pascolo, prato o seminativo.

L’indagine ha evidenziato che quasi tre quarti degli intervistati (il 70,1%) ha interesse ad installare un sistema agrivoltaico nella propria azienda. La ragione principale dietro questo livello di interesse risulta essere l’opportunità economica generata dalla possibilità di vendere energia (menzionata dal 55,1% degli intervistati). Nel 38,8% dei casi la motivazione è sostenere il consumo energetico dell’azienda. Tra i fattori di freno allo sviluppo dell’agrivoltaico, invece, i più citati sono i costi e l’impossibilità di sostenere l’investimento (23,1%), scarsa fiducia nel successo dell’iniziativa (21,4%) e l’impatto sul paesaggio (17,4%). 

Il fattore economico emerge come il tema più importante, secondo gli addetti del settore, per uno sviluppo dell’agrivoltaico in Italia. Infatti, ben il 65,9% del campione sostiene che il finanziamento pubblico è “importantissimo” per facilitare la decisione di installare sistemi agrivoltaici sui propri terreni, mentre il 21,4% lo ritiene “molto importante”. Quote molto simili a quelle di chi ritiene molto importante e importantissimo che siano introdotte condizioni preferenziali nell’assegnazione di finanziamenti pubblici come, ad esempio, i fondi del Programma di Sviluppo Rurale (PSR). Altri aspetti ritenuti particolarmente importanti sono un prezzo soddisfacente dell’energia venduta alla rete, la possibilità di scambio sul posto, la presenza di un sistema di stoccaggio dell’energia. Tra le iniziative suggerite per innescare l’espansione dell’agrivoltaico, gli intervistati indicano soprattutto una migliore comunicazione (45,1%) e incentivare le comunità energetiche locali (21,1%).

Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili.it, ha affermato: «l’87,5% dichiara di essere a conoscenza della possibilità di installare impianti fotovoltaici integrati con alcune attività di coltivazione. Però va rilevato che il 47,5% di loro afferma di averne una conoscenza solo superficiale. C’è quindi un gap di conoscenza tra gli operatori, che va affrontato in modo differenziato e capillare. Una cosa è piuttosto chiara: 3 intervistati su 4 sanno che l’agrivoltaico permetterebbe loro di percepire una rendita fissa aggiuntiva e quindi diversificare».

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